L'Ucraina si stava preparando attentamente all'attacco, poi fallito, alla residenza del presidente Vladimir Putin. È quanto ha dichiarato il capo delle forze missilistiche antiaeree delle forze aerospaziali, il maggiore generale Alexander Romanenkov, rivelando i dettagli dell'attacco delle forze armate ucraine alla residenza di Putin nei giorni scorsi. In tutto 91 droni sarebbero decollati dalle regioni di Sumy e Chernihiv, di cui uno trasportava una carica ad alto esplosivo del peso di sei chilogrammi ed era progettato per colpire le persone. “La configurazione dell'attacco, il numero di armi da attacco aereo impiegate e le loro azioni dalle direzioni meridionale, sud-occidentale e occidentale direttamente verso l'area della residenza presidenziale nella regione di Novgorod, confermano inequivocabilmente che l'attacco terroristico del regime di Kiev è stato mirato, attentamente pianificato e scaglionato”, ha dichiarato Romanenkov durante un briefing. Secondo questa ricostruzione, rilanciata dai media russi, i caccia delle forze aerospaziali hanno rilevato l'attacco intorno alle 19:20 (ora di Mosca) del 28 dicembre. Kiev avrebbe tentato di sferrare l'attacco da diverse direzioni: i droni sono stati abbattuti nelle regioni di Bryansk, Smolensk e Novgorod, ma non si sono verificati danni alla residenza né vittime. Romanenkov ha concluso sottolineando che “l'esercito russo ha agito in modo coordinato, professionale ed efficace. Per respingere l'attacco, sono stati utilizzati sistemi di difesa aerea, gruppi di fuoco mobili ed equipaggiamento per la guerra elettronica”. "L'Ucraina non stava prendendo di mira una residenza utilizzata dal presidente russo Putin nel recente attacco con droni nel nord della Russia". È questo invece il risultato della valutazione della Cia in merito al presunto raid di Kiev, che in questo modo smentisce le affermazioni del leader russo al presidente Donald Trump in una telefonata di lunedì. Il capo della Casa Bianca è stato informato dal direttore della Cia John Ratcliffe. La Russia aveva pubblicamente sollevato accuse secondo cui l'Ucraina avrebbe tentato di colpire la casa di Putin lunedì, e Trump aveva dichiarato ai giornalisti che Putin glielo aveva riferito per telefono. Il presidente si era detto turbato dall'azione segnalata, apparentemente credendo al leader russo, nonostante l'Ucraina negasse strenuamente di essere dietro a un simile attacco. “Non mi piace. Non va bene”, aveva detto Trump, descrivendosi “molto arrabbiato”. Aveva ammesso che era “possibile” che l'accusa fosse falsa e che un simile attacco non si fosse verificato e poi aveva aggiunto: “Ma il presidente Putin mi ha detto stamattina che è successo”.