Strage di Capodanno, sotto accusa le misure di sicurezza. Gli italiani dispersi e lo strazio delle famiglie

Fiori e candele per ricordare le vittime della tragedia, un silenzioso viavai di persone che si fermano in raccoglimento e un odore acre di fumo nell'aria. Si presenta così Crans-Montana il giorno dopo il rogo di Capodanno al locale 'Le Constellation', costato la vita ad almeno 40 persone ed il ferimento di altre 119, di cui molte in condizioni critiche. Cresce nel frattempo la polemica relativa alle misure di sicurezza del locale considerate inefficaci. Le indagini La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato come tesi principale per lo scoppio dell'incendio quella delle candele collocate sulle bottiglie di champagne le cui scintille sarebbero arrivate troppo vicine al soffitto provocando un 'flashover', un fenomeno che vede il fuoco propagarsi all'improvviso e con violenza in ambienti chiusi causando una o più esplosioni. Gli inquirenti hanno reso noto che fra le persone interrogate per ricostruire l'accaduto ci sono anche i titolari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, rimasta ferita con ustioni ad un braccio. Se verranno accertate delle responsabilità le persone coinvolte saranno perseguite per "incendio doloso colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose", ha dichiarato la procuratrice. Jacques Moretti, in una breve dichiarazione alla 'Tribune de Geneve' ha fatto sapere che il locale era stato ispezionato "tre volte in dieci anni" e "tutto era stato fatto secondo gli standard". I magistrati e le forze di polizia stanno svolgendo con una certa energia l'inchiesta: vogliono capire, il più in fretta possibile, se le misure di sicurezza, le vie di evacuazione, i materiali impiegati e i mezzi antincendio fossero adeguati. L'inchiesta romana La procura di Roma, competente per i reati che coinvolgono cittadini italiani all'estero, a sua volta aprirà un fascicolo una volta ultimate le procedure di identificazione dei connazionali coinvolti. Come già preannunciato nelle prime ore dopo il disastro sono coinvolti cittadini di diverse nazionalità presenti nella rinomata località turistica. Le autorità locali, parlando dei feriti, hanno reso noto che fra quelli identificati, oltre a 71 cittadini svizzeri, risultano esserci francesi, italiani, serbi, bosniaci, belgi, polacchi, portoghesi e lussemburghesi. "Si tratta di cifre provvisorie", hanno poi precisato. Lo strazio delle famiglie Anche per quanto riguarda le vittime non sono ancora tutte state identificate. Un'attesa snervante che coinvolge alcune famiglie italiane. Secondo le cifre rese note dalla Farnesina gli italiani feriti sarebbero 13, di cui alcuni già trasferiti all'ospedale Niguarda di Milano, mentre sei risultano ancora dispersi. Fra loro c'è il 17enne Emanuele Galeppini (nella foto in alto), residente a Dubai ma originario di Genova. A dare la conferma del suo decesso era stata la Federgolf ma, in assenza della conferma da parte dell'esame del Dna, il ragazzo risulta ancora formalmente fra i dispersi. Tajani a Crans-Montana "I nomi degli eventuali deceduti saranno comunicati dalle autorità svizzere prima alle famiglie e poi subito dopo alle autorità italiane", ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che è volato in Svizzera per essere vicino ai familiari dei connazionali coinvolti nella tragedia. Il titolare della Farnesina si è recato anche presso il locale andato a fuoco. "Ho visto le tracce di un dramma", ha affermato parlando con i cronisti. "Evidentemente qualcosa non ha funzionato dal punto di vista della sicurezza - ha affermato ancora - mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici in un locale al chiuso con ragazzi che salivano l'uno sulle spalle di un altro". Tajani ha spiegato di aver parlato con le autorità inquirenti e di aver ricevuto rassicurazioni in merito al fatto che l'intenzione è quella di andare "fino in fondo" alla vicenda.