Giuliacci prevede un'Epifania polare: "Neve a bassa quota". Ecco dove

Le previsioni formulate nei giorni scorsi trovano ora puntuale conferma: tra il 5 e il 7 gennaio è in arrivo sull'Italia un nucleo di aria fredda di origine nordica, destinato a produrre quella che, con ogni probabilità, sarà l'ondata di freddo più incisiva di questo inizio d'anno. Il colonnello Mario Giuliacci nelle sue previsioni meteo per il ponte dell'Epifania rivendica la bontà di quanto affermato nei giorni scorsi. Da ormai tre giorni, infatti, i principali modelli meteorologici  convergono con decisione su questo scenario, rafforzando l'affidabilità della previsione, spiega in un video sul canale YouTuibe MeteoGiuliacci . Ebbene, non si tratterà solo di un calo delle temperature , ma di un vero e proprio crollo termico accompagnato da nevicate diffuse e localmente abbondanti. Tra il 6 e il 7 gennaio la neve potrà scendere fino a bassa quota su vaste aree del Paese: Trentino-Alto Adige, Marche, Abruzzo, Molise e lungo i rilievi tosco-emiliani. In alcuni casi si assisterà a fenomeni decisamente più rari, come nevicate in pianura sull'Emilia e persino lungo le coste di Marche, Romagna e Veneto. La giornata del 7 gennaio si annuncia particolarmente significativa. Le precipitazioni nevose insisteranno ancora sulle coste adriatiche di Marche, Romagna e Veneto, con neve in pianura soprattutto sulla Romagna. Ma l'aria fredda riuscirà a valicare anche il versante tirrenico dell'Appennino, portando nevicate fino a quote basse dalla Toscana alla Calabria. Non mancherà la neve nemmeno nelle zone interne delle isole maggiori. Per quanto riguarda l' ondata di freddo in sé, c'è ben poco spazio per i dubbi: quando i modelli mostrano una tale concordanza sulle tempistiche, l'errore è altamente improbabile. Anche sugli effetti principali — freddo intenso e nevicate — la certezza è elevata. Diverso è il discorso quando si scende nel dettaglio locale. Chiedersi, ad esempio, se il 6 gennaio nevicherà in una specifica località, significa pretendere un livello di precisione che la meteorologia, per sua natura, non può garantire con giorni di anticipo. Le previsioni puntuali richiedono aggiornamenti continui e una corretta interpretazione dei dati, ricorda Giuliacci.