Il Fratello Calenda e le “prede” nel centrodestra. Smottamenti

Corrispondenze antropologiche, certo. Ma anche ammiccamenti politici, questioni di equilibrio e prospettive nella maggioranza. Il centrodestra un po’ lo corteggia, Carlo Calenda ricambia e da qualche giorno s’è messo a litigare pure con Corrado Formigli. Il leader di Forza Italia Antonio Tajani, in vista del voto nelle grandi città del prossimo anno, pensa ai civici per allargare, pensa insomma al leader di Azione. Violante, sua moglie, lo ha detto a Più uno su Radio globo qualche giorno fa: “Ha un debole per la Meloni. E’ diretta, romana...”. E Carlo Calenda, seduto accanto a lei, ha confermato ancora una volta: “Giorgia mi piace”. Ci risiamo. Certe assonanze con la maggioranza non sono nuove, ma negli ultimi giorni dell’anno sono riemerse. Tajani parlava delle amministrative di Torino e Milano, citando il precedente della Basilicata, dove nel 2024 i calendiani si sono schierati con i partiti di maggioranza. La destra che governa a Roma, del resto, fa ancora fatica a imporsi nelle grandi città, negli ultimi anni ha sbagliato i candidati e la strategia, ha perso. Meglio dunque partire per tempo, esplorare. Anche perché, nel caso di Calenda, le sponde sono già evidenti su determinati temi: dalla politica estera alla giustizia, e dunque al Referendum. Dal centrosinistra rilevano inoltre l’atteggiamento morbido sulla riforma della Corte dei Conti, approvata a fine anno tra le proteste dell’opposizione. E con malizia c’è chi fa notare come l’ex ministro dello Sviluppo economico abbia aggiunto la sua firma al ddl Delrio sull’antisemitismo, quello che ha spaccato il Partito democratico e che arriverà in commissione al Senato settimana prossima, solo qualche giorno dopo che la polemica è montata: “E quando c’è da metterci in difficoltà, fa sempre la sua parte”. Calenda lo ribadisce ogni volta, fa il suo. Si muove nel merito, oltre quello che definisce il “bipopulismo”. E quanto all’ipotesi su Milano e Torino (e pure Roma?), dalle parti del leader di Azione per ora non si sbottonano. Non chiudono la porta, ma spiegano che è ancora prematuro parlarne, dipenderà dai nomi in campo e dal tipo di progetto. Nel frattempo ad alimentare le suggestioni, e le intendenze a destra, è arrivata pure la lite con Corrado Formigli, il conduttore di Piazza Pulita, notoriamente il programma più amato dai Fratelli d’Italia. Lo avrebbero spostato da un blocco all’altro della trasmissione perché non garantiva di attaccare Meloni sulla Legge di bilancio, è la versione di Calenda. Il giornalista di La7 smentisce e rilancia. Risolveranno in tribunale ed è facile immaginare per chi faranno il tifo i meloniani. Che intanto hanno altre questioni di cui occuparsi, e preoccuparsi: gli smottamenti nella Lega (e le ricadute presenti e future). Da qualche settimana se ne registrano sempre di più sui territori e pure a Roma, e in vista della fine della legislatura potrebbero aumentare. Che ci siano dei leghisti vannacciani, che cercano di riposizionarsi con il generale ancora più a destra di Salvini, è infatti noto. Ma ce ne sono anche altri nel Carroccio (smottato) a cui, se ci fosse occasione, guardano con interesse gli alleati di FdI e FI. Attilio Pierro, lo abbiamo scritto, è a un passo dal vestire di azzurro. In Transatlantico però si fanno già altri nomi: la campana Giuseppina Castiello, la sottosegretaria con delega ai Rapporti con il Parlamento, è uno di questi: ex Msi ed An, poi Pdl e Forza Italia, e infine Lega. Ma domani chissà. Simonetta Matone, ex magistrato, sarebbe un profilo ideale, raccontano, per il partito di Antonio Tajani (fu tra i primi a lanciare la sua candidatura per Roma nel 2021), anche se una sua fuga dalla Lega è al momento complicata. Mentre dal Veneto, quello di Gianangelo Bof è un profilo che FdI si prenderebbe volentieri. E ne parlano bene anche i forzisti. “Ma non c’è alcuna volontà da parte mia di lasciare la Lega, né ci sono stati contatti con nessuno”, dice Bof al Foglio, smentendo i rumors. “Anche a me vengono a raccontare di colleghi in uscita”. Qualcosa si muove, ci sono prede e predatori. E poi c’è il Fratello Calenda.