Un “groviglio allucinante” di fascicoli riservati, il rischio di un “maxi-dossieraggio” a danno di esponenti politici, un intreccio inaccettabile tra procure e servizio pubblico televisivo. Con queste pesantissime accuse il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro delle Commissioni Vigilanza Rai e Antimafia, ha aperto un fuoco di fila contro il consulente giudiziario Giangaetano Bellavia e la trasmissione di Rai 3 Report, condotta da Sigfrido Ranucci. Al centro della bufera, le attività di Bellavia, collaboratore per anni di numerosi magistrati e dello stesso programma d'inchiesta. Gasparri ha annunciato interrogazioni urgenti al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al ministro dello Sviluppo Economico Adolfo Urso (competente per il servizio pubblico radiotelevisivo), chiedendo chiarezza immediata su uno scandalo che, a suo dire, «è più grave dello scandalo Striano-Procura Antimafia». La miccia è scoppiata dopo il furto di oltre un milione di file da parte di una collaboratrice dello studio di Bellavia. Secondo il senatore, questo episodio ha portato alla luce un sistema pericoloso: «Bellavia deteneva materiali riservatissimi di numerose procure, che probabilmente poteva mettere a disposizione anche di Report», ha accusato Gasparri. Materiali che, custoditi presso lo studio del consulente, avrebbero potuto finire nelle mani della redazione del programma Rai. «Si configura il rischio di un maxi-dossieraggio - ha tuonato l'esponente azzurro - con documenti su esponenti politici potenzialmente divulgati in modo illecito». Per questo chiede un'ispezione del Csm sui magistrati, tra cui vengono citati, in un elenco, nomi come Cajani, Clerici, Filippini, Polizzi, Moretti, Targetti, Russo, Fontana, Salvini, Bonardi, Perrotti, Taddei, Barbaini, Masini, Ardita, Regolo, Parodi, Spedicato, che avrebbero avuto rapporti professionali con Bellavia. Parallelamente, il parlamentare ha chiesto una verifica urgente in Rai su come Report si approvvigionasse di atti giudiziari. Inoltre, Gasparri si è riservato di presentare un esposto in procura contro Ranucci, la trasmissione Report e “chi gli consente di svolgere un'attività palesemente illegale”. L'offensiva del senatore non si limita al passato, nel suo mirino c'è anche la puntata di Report andata in onda ieri sera, che ha acceso per l'ennesima volta i riflettori sulle stragi di mafia del 1992-93. Gasparri l'ha bollato come “tele-zerotagliato”, accusando il programma di alimentare «fanfaluche su ‘piste nere'» già sconfessate, a suo dire, dal procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca nell'audizione in Commissione Antimafia. «È scandaloso che il servizio pubblico alimenti depistaggi», prosegue Gasparri, lanciando domande gravissime: «Ci sono mandanti dietro Report? Si tratta di un antistato contro le indagini parlamentari?». Gasparri replica anche indirettamente alle difese di Ranucci già espresse dai «compagnucci di merenda», esponenti del PD, di Sinistra Italiana («Bonelli») e del M5S («grillini vari»). «Diffondendo colloqui investigativi commettono un'illeggittimità», ha ribattuto. «Non ci faremo fermare dalle minacce», ha concluso il senatore, annunciando nuove audizioni in Commissione Antimafia con De Luca. Intanto, la Rai continua a mantenere un silenzio assordante. Ma la vicenda, che mescola giustizia, informazione e politica, già promette nuovi, infuocati sviluppi nelle prossime settimane.