Sono rientrate oggi in Italia le salme di cinque cittadini italiani deceduti nella tragedia di Crans-Montana. I feretri sono arrivati all'aeroporto di Milano-Linate, lato militare, a bordo di un C-130 dell'Aeronautica Militare partito in mattinata dall'aeroporto di Sion, in Svizzera. Ad accoglierli erano presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l'assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, oltre alle autorità locali e ai rappresentanti istituzionali delle Regioni coinvolte. Esposto anche il Gonfalone della Regione Lombardia. Sono rientrati i feretri di Chiara Costanzo e Achille Barosi, entrambi di Milano, Giovanni Tamburi di Bologna, Emanuele Galeppini di Genova e Riccardo Minghetti di Roma, per il quale è stato successivamente disposto il trasferimento all'aeroporto di Roma Ciampino. Sul volo erano presenti anche due nuclei familiari. Le operazioni di rientro sono state coordinate dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, in raccordo con il ministero degli Affari Esteri e le Regioni interessate, mentre Regione Lombardia ha garantito supporto logistico con mezzi e volontari della Protezione civile per il trasferimento dei feretri e l'assistenza ai familiari. "È stata una giornata di grande dolore", ha dichiarato Fontana, spiegando di aver incontrato i genitori delle vittime e sottolineando l'impegno della Regione anche sul fronte sanitario, in collaborazione con l'ospedale Niguarda, per garantire la massima assistenza ai feriti. Sul fronte dell'emergenza, ha aggiunto Romano La Russa, "abbiamo attivato immediatamente il sistema di Protezione civile mettendo a disposizione mezzi, personale e volontari, compresi psicologi della Colonna mobile lombarda, per offrire supporto alle famiglie. La nostra vicinanza non è solo istituzionale, ma profondamente umana".