Roma, 6 gen. (Adnkronos) - "La destra globale trascina il mondo verso una nuova stagione di conflitti in nome del petrolio. È una guerra permanente per il controllo delle risorse fossili che oggi minaccia la Groenlandia come ieri il Venezuela. Cambiano i luoghi, ma non la logica: petrolio e gas sono all'origine di questa escalation geopolitica". Lo dichiara Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. "Dopo il Venezuela, Donald Trump punta la Groenlandia. Non è una questione di sicurezza, ma di interessi economici e di profitti per le grandi compagnie fossili. Sotto la calotta di ghiaccio della Groenlandia si concentrano circa il 13 per cento delle riserve mondiali di petrolio e il 30 per cento di quelle di gas, oltre a terre rare e minerali strategici. Lo scioglimento accelerato dei ghiacci artici, causato dalla crisi climatica, viene trasformato in un'enorme occasione di profitto. È un paradosso criminale: il modello energetico che distrugge il clima diventa il pretesto per nuove perforazioni, nuove aggressioni e nuove tensioni internazionali". "La Groenlandia è uno degli ecosistemi più fragili del pianeta e oggi è sotto attacco perché il petrolio continua a dettare l'agenda geopolitica. Senza l'uscita dal fossile non ci sarà né pace né sicurezza. Questa è la verità che Trump e le oil company vogliono nascondere. Minacciare la Groenlandia significa aprire una nuova stagione di neocolonialismo energetico e trascinare il mondo verso altre guerre per il petrolio".