AGI - Si è svolta alla presenza di circa un migliaio di persone in via Evandro la commemorazione della strage avvenuta a Roma il 7 gennaio 1978 per opera di un gruppo armato afferente all'estrema sinistra, nel quale due giovani appartenenti al Fronte della Gioventù, Francesco Ciavatta, 18 anni, e Franco Bigonzetti, 19 anni, furono assassinati davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano in via Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano. A tali fatti è strettamente legata la morte di un terzo militante, Stefano Recchioni, 20 anni, ucciso qualche ora dopo negli scontri con le forze dell'ordine durante una manifestazione di protesta organizzata sul luogo. L'area era presidiata dalle forze dell'ordine, che hanno transennato la zona e disposto l'interdizione al traffico, con un dispositivo di sicurezza rafforzato e controlli lungo le strade limitrofe. Tra i partecipanti presenze di rilievo dell'area dell'estrema destra: oltre a Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, c'era anche Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia. Come ogni anno il clou della commemorazione è stato rappresentato dalla cerimonia del “presente” con tanto di braccia tese e saluti fascisti. Durante la cerimonia il grido è risuonato per tre volte, scandito dai partecipanti nel silenzio della strada. Al termine, da un balcone affacciato sulla via, una donna ha urlato “Viva l'Italia antifascista!” . Il dispositivo di sicurezza e le presenze politiche La commemorazione di Acca Larentia ha visto la partecipazione di circa un migliaio di persone, con una forte presenza di esponenti dell'estrema destra. L'evento si è svolto sotto stretti controlli delle forze dell'ordine, che hanno garantito l'interdizione al traffico e la sicurezza lungo via Evandro. Tra i presenti spiccavano figure come Roberto Fiore di Forza Nuova e Gianluca Iannone di CasaPound Italia . Il momento centrale, come da tradizione, è stato la cerimonia del “presente”, caratterizzata da braccia tese e saluti fascisti, un rito che si è ripetuto per tre volte nel silenzio della via, prima di essere interrotto da un grido isolato di "Viva l'Italia antifascista!".