Fico precipita nel caos. Ben “quattro patate” bollenti nell'appena nominato esecutivo. La prima è quella relativa al solito Enzo Cuomo, già conosciuto all'opinione pubblica per i suoi video neomelodici in piscina e le battaglie per tenersi lo stipendio da senatore. Il neo assessore al Patrimonio, stavolta, è entrato a far parte dell'esecutivo di Palazzo Santa Lucia prima delle dimissioni da sindaco di Portici. A denunciarlo non il consigliere d'opposizione di turno, ma la Prefettura di Napoli. Tant'è che il nuovo presidente della Regione, per questo motivo, non ha ancora potuto convocare la prima giunta. Dovrà aspettare il 21 gennaio per non bypassare la normativa vigente. Ma non è finita qui. La seconda incompatibilità, ancora più grave della precedente, è quella relativa al neo delegato alla Politiche Sociali Andrea Morniroli. Quest'ultimo per evitare conflitti d'interesse, si è dovuto dimettere dal Consiglio di amministrazione di una delle più importanti cooperative di Napoli. Nonostante ciò, la carica di presidente della società, pur ricevendo fondi regionali, continua a essere ricoperta dalla moglie. Per intenderci, tutto in famiglia. «Se fosse confermata questa notizia – dice Giampiero Zinzi, deputato e coordinatore regionale della Lega – sarebbe una grande presa in giro a danno di tutti i cittadini». Ma ancora più eclatante è il caso inerente la pentastellata Claudia Pecoraro, che si dovrà occupare di parità di genere, pur essendo, fino a qualche giorno prima, componente dell'ufficio legale di Differenza Donna APS, associazione che opera proprio nei settori oggetto di intervento, indirizzo e finanziamento della delega che le è stata assegnata dal presidente Fico. «Non siamo di fronte a illazioni- spiega l'esponente del Carroccio - ma a un potenziale conflitto di interessi, che avrebbe imposto massima trasparenza. È legittimo chiedersi se l'esponente del M5S salernitano intenda astenersi da qualsiasi atto possa anche solo indirettamente riguardarla. Su questi aspetti, a oggi, non risultano chiarimenti pubblici». La ciliegina sulla torta, infine, è la vicenda Maria Carmela Serluca, la fedelissima di Mastella a cui è stata assegnata la pesante delega all'Agricoltura. Il marito, Guerino Gazzella, era stato nominato da De Luca nel comitato direttivo dell'Asi di Benevento, ente pubblico economico vigilato dalla stessa Regione, da cui è fortemente dipendente per finanziamenti, indirizzi e nomine. Il politico del Tricolle, coniuge dell'ormai ex vicesindaco del capoluogo sannita, infatti, deve dimettersi per evitare una clamorosa figuraccia. Se non avesse fatto all'istante un passo indietro, spiega Zinzi, «ci sarebbe stato un esposto da parte dell'Anac o persino un annullamento della sua funzione da parte del Tar». Nonostante ciò, l'avvocato di Ariano Irpino, da sempre in prima fila per la causa del centro di Ceppaloni, se la prende con i verdi di governo e chiarisce come la sua decisione non è dovuta a «motivi ostativi di profilo giuridico, né a conflitti d'interesse di alcun tipo». Il segretario regionale della Lega, quindi, non rinuncia a rimarcare l'imbarazzo per una squadra di governo che batte tutti i record in termini di incompatibilità: «Siamo per caso al quarto conflitto di interessi? Sarebbe un clamoroso risultato per Fico e la sua squadra, frutto di approssimazione e incompetenza. Quel M5S che prometteva una giunta al di sopra di ogni sospetto, già è inceppato in situazioni capaci di minare la credibilità dell'istituzione che presiede, di aprire la strada a possibili contenziosi o peggio paralisi amministrative».