La Lega promette battaglia dopo il sì al Mercosur. Lollobrigida soddisfatto e Patuanelli: "Ha lavorato bene"

Francesco Lollobrigida porta a casa gli ultimi ritocchi, che migliorano l’accordo. Sottovoce lo riconosce pure, dall’opposizione e da ex ministro dell’Agricoltura, uno come Stefano Patuanelli. Esultano gli industriali, un po’ meno (si fa per dire) lo fanno gli agricoltori che a Milano versano il latte per strada. Con loro, tra i trattori, c’è anche il senatore Gian Marco Centinaio: la Lega annuncia barricate . Il governo di Giorgia Meloni, alla fine, compie un’altra giravolta e dice ufficialmente sì all’accordo commerciale con il Sud America. Quel tipo di intesa a cui per anni la destra nazionalista e sovranista si è opposta. “Non ho mai avuto un pregiudizio ideologico”, ha spiegato la premier durante la conferenza stampa di fine – diventata ormai di inizio – anno. “Abbiamo ottenuto dei risultati”, ha aggiunto Meloni che ne fa oggi una questione di “pragmatismo”, di “equilibrio tra diversi interessi”, alla luce “delle garanzie” ottenute per il settore agroalimentare. Così è arrivato il parere favorevole dell’Italia, formalizzato al Coreper, l’organismo che riunisce gli ambasciatori degli stati Ue. Era un appoggio decisivo, quello del nostro paes,e per raggiungere la maggioranza necessaria all’approvazione, tanto più dopo il no francese rilanciato ieri, ancora una volta, da Emmanuel Macron e dai suoi che promettono battaglia al Parlamento di Strasburgo. Per una volta si ritroveranno dalla stessa parte dei salviniani. A sbloccare la lunga impasse, in una sorta di scambio, sono state le concessione europee sulla Pac, le variazioni al bilancio europeo, con risorse aggiuntive per gli agricoltori italiani che il ministro Lollobrigida ha quantificato intorno ai 10 miliardi. Ma non solo. Il titolare del Masaf ringrazia l’ambasciatore Vincenzo Celeste, che ha ottenuto, come chiedeva il governo, “il risultato di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8 al 5 per cento e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea”. Il ministro – che tuttavia deve registrare la contrarietà di Coldiretti per “un accordo insoddisfacente, non ci fidiamo di von der Leyen” – si dice soddisfatto pure per il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam che garantiscono alle nostre imprese condizioni migliori per la produzione”. E’ anche per questo che un paio di giorni fa, tra i corridoi di Palazzo Madama, il pentastellato Patuanelli, diceva quello che ufficialmente il M5s non può dire. “Lollobrigida è bravo, quando non fa le sue esternazioni politiche”, si lascia sfuggire il capogruppo del Movimento. “Sulla Pac il risultato l’ha ottenuto e anche sul Mercosur è andato bene”. Considerazioni tecniche, realiste, da ex ministro dell’Agricoltura. E ben diverse da quelle espresse dal gruppo M5s a Bruxelles che da qualche giorno attacca: “Il governo ha tradito le promesse” e Meloni “ha svenduto l’agricoltura italiana”. E’ l’anteprima del prossimo scontro che si consumerà al Parlamento europeo, dove gli schieramenti italiani sono destinati a dissolversi, e poi anche a Roma. Mentre Forza Italia, soprattutto, e i Fratelli salutano con soddisfazione l’intesa commerciale, nella maggioranza è la Lega ad alzare la voce. Dal Pd, Francesco Boccia lo sottolinea: “Nella maggioranza regna il caos”. Ieri un altro ex ministro dell’Agricoltura, Centinaio, era in piazza a Milano con gli agricoltori in protesta. Lo aveva annunciato al Foglio e ha ribadito con un video la sua posizione, che può essere sintetizzata così: “Il Mercosur? Uno schifo”. Il timore per l’esponente del Carroccio è che molte aziende saranno costrette a chiudere. Claudio Borghi si aggiunge poco dopo. Il falco leghista, l’euroscettico che bombarda quotidianamente Bruxelles e prepara con Bagnai proposte di legge per “riequilibrare la comunicazione dei rapporti fra Italia e Ue” – chissà – se la prende con Lollobrigida. “Mi piacerebbe condividere il suo ottimismo”. La Lega, spiega, era contraria al Mercosur e lo sarà ancora quando se ne discuterà in Parlamento. Ma nel frattempo, dopo le armi e l’Ucraina, Salvini e i suoi devono ingoiare un altro boccone amaro.