Dietro il sorriso storto e i denti aguzzi dei Labubu, le bambole diventate un fenomeno globale, si nasconderebbe una realtà fatta di sfruttamento, turni massacranti e diritti calpestati. A denunciarlo è China Labor Watch, Ong con sede a New York, che accusa uno dei principali fornitori della cinese Pop Mart, colosso dei giocattoli da collezione, di gravi violazioni delle norme sul lavoro. L’inchiesta, durata tre mesi, si è svolta in uno stabilimento nella provincia sud-orientale dello Jiangxi. Tra le pratiche più gravi segnalate ci sono contratti di lavoro firmati in bianco senza indicazioni su salario, durata o mansioni.