Nel ventennale della morte di Mimmo Rotella, tra i grandi protagonisti dell'arte del Novecento, Cosenza e Rende lo celebrano con il loro polo museale e le sue importanti opere. Nel MAB, in piazza XI settembre un bronzo “La rinascita della cultura”, una catasta disordinata di libri, che diventa leggera fino a spiccare il volo rievocando la Cosenza rinascimentale umanista i cui filologi e filosofi furono da modello per i grandi intellettuali europei e in piazza Kennedy "Il lupo della Sila" divenuto un'icona della città, un blocco di marmo verde cupo come il sottobosco silano assume le sembianze del giocattolo giocoso e disimpegnativo. A Rende, accanto al bozzetto ligneo del "lupo", lo storico e monumentale dittico "décollage s1 e 2", due pannelli con poster recuperati per strada, strappati e manipolati reinterpretano la logica dell'immagine seriale in linguaggio visivo della strada e dei media, trasformando frammenti del quotidiano in arte. Rotella trascorreva tutte le sue vacanze estive a Sangineto ospite dei collezionisti Bilotti, interpretava e disegnava ciò che vedeva. Questi numerosi disegni a pennarello e una serie di foto che documentano il suo percorso personale e artistico, fin da quando era bambino nella natìa Catanzaro, al primo approccio con l'arte e alle successive performance fino all'esperienza internazionale, costituiscono una sorta di autobiografia visiva. Rende ha il primato regionale di avere l'unico Museo di arte contemporanea nel castello, una panoramica dei massimi artisti italiani del XX e XXI secolo, dal Futurismo alla Metafisica, dal Gruppo Forma 1 alla transavanguardia italiana fino all'arte povera. Sono esposte opere di autori storicizzati quali Carla Accardi, Renato Guttuso, Gino Severini, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Franco Angeli, Giuseppe Capogrossi, Mario Ceroli, Piero Dorazio, Pericle Fazzini, Tano Festa, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Giulio Turcato, Ettore Spalletti, Mochetti, Ontani, Kounellis, Pizzi Cannella, Ruffo, Gallo, Pirri, Isgrò, arsisti celebrati in tutto il mondo, le cui mostre contano lunghe file e, che culturalmente, potrebbero allineare Rende alle grandi realtà internazionali. Rimane invece un museo fantasma, ignoto, aperto solo mezza giornata a settimana la domenica mattina, non vi è sito, né segnaletica, nessuna comunicazione, alcuna consapevolezza, quando potrebbe essere volano per rendere attrattiva la Rende antica, e poter stringere accordi con gli operatori per portare gruppi di turistici a trascorrere una giornata nella "Cittadella dell'Arte" - "Borgo dei Musei" e creare indotto e rilancio del territorio. Opere di Rotella sono nel Museo del Novecento di Milano al Pompidou di Parigi, dal Mumok di Vienna al MoMa di New York, dalla Tate Modern di Londra al Guggenheim di Venezia così come a Cosenza e a Rende.