Sicurezza, il pacchetto di Piantedosi è pronto. Ecco cosa prevede

Se ne parla da molto tempo, e puntuale è arrivata la risposta del ministro Matteo Piantedosi. L'ufficio legislativo de Viminale ha infatti messo a punto due provvedimenti (un decerto legge e un disegno di legge) di cui Il Tempo è in grado oggi di anticiparne il canovaccio nei dettagli principali. Tantissime le novità presenti: dalla prevenzione della violenza giovanile (la così detta «legge anti-maranza») alla stretta sulle armi da taglio; dalle nuove pene per chi non si ferma all'alt della Polizia al quelle su cortei e manifestazioni; dal potenziamento della sicurezza urbana e delle zone rosse, allo «scudo» per le Forze dell'ordine e alle nuove regole in tema di immigrazione e il rimpatrio. Prevenzione della violenza giovanile Sul tema della violenza giovanile la bozza di disegno di legge è molto specifica e introduce diverse nuove disposizioni. A cominciare dall'ampliamento «del catalogo dei reati per i quali si può applicare l'ammonimento del Questore» nei confronti di minorenni di dai 12 ai 14 anni», inserendo anche le ipotesi di «lesione personale, rissa, violenza privata». Questo provvedimento rientra nell'annunciata stretta «anti-maranza», tanto che, si legge più avanti, «a fine di rafforzare l'azione educativa» e di «controllo sui minori», se l'ammonimento arriva per un maggiore di 14 anni è prevista una sanzione dai 200 ai 1.000 euro a carico di chi sarebbe tenuto «alla sorveglianza del minore», dunque a genitori o tutori Stretta sui coltelli Nel contesto delle precedenti proposte si installa quella più generale che riguarda il possesso di strumenti offensivi, tra cui quelli «con lama flessibile, acuminata e tagliante superiore ai 5 centimetri» puniti con reclusione dai 1 a 3 anni e, nel caso la lama superi gli 8 cm fino a 6 anni Caso Ramy Tra le disposizioni, quella che prevede la reclusione «da sei mesi a cinque anni» per chi non si ferma all'alt delle forze di Polizia e «si dà alla fuga con modalità pericolosa per la pubblica e privata incolumità» è chiaramente ispirata al famigerato «caso Ramy» Pubblica sicurezza e «zone rosse» Molto nutrito l'elenco delle norme in tema di sicurezza urbana. A cominciare dalle così dette «zone rosse»: con le nuove regole sarà più facile per il Prefetto istituirle, avendo la possibilità di individuare con maggiore "libertà" «zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità». Manifestazioni e cortei Una stretta importante viene proposta anche nel caso di manifestazioni pubbliche e cortei. In queste circostanze si chiede infatti la possibilità di perquisire sul posto in casi di eccezionale gravità; così come la possibilità di un «fermo di prevenzione» per accertamenti verso persone sospettate di mettere a rischio la sicurezza durante incontri pubblici «in possesso di armi e caschi o strumenti» che impediscono il riconoscimento. Immigrazione e rimpatri Prevedibilmente densa la sezione dedicata alla contrasto dell'immigrazione illegale, specie sul tema dei rimpatri. Tra i provvedimenti proposti, spicca quello che prevede «la consegna allo Stato di appartenenza» di chi compromette le sicurezza nazionale o le relazioni diplomatiche, che fa il paio con l'intenzione di inserire nel codice penale norme volte «a consentire l'espulsione dello straniero da parte del giudice» Legittima difesa e tutela legale per le forze dell'ordine Importante, infine, il capitolo dedicato alla legittima difesa. Per incrementare «le tutele per i cittadini e per le Forze dell'ordine», si legge, viene chiesto che il pubblico ministero non provveda a iscrivere nel registro delle notizie di reato quando «appaia che il che il fattop sia stato compiuto in presenza di una causa giustificazione», ovvero legittima difesa, adempimento di un dovere e stato di necessità. Estese anche le tutele legali per Forze di Polizia, Forze armate e Vigili del Fuoco.