Siri: "Cafiero de Raho protagonista del mio spionaggio? Sarebbe gravissimo"

«Se davvero il vicepresidente della Commissione Antimafia fosse il protagonista del mio spionaggio, sarebbe un fatto gravissimo. Spero che non sia così. Altrimenti chi di dovere dovrebbe prendere all'istante provvedimenti». A dirlo Armando Siri, coordinatore nazionale dei Dipartimenti Lega. Sembrerebbe che il suo nome risulti tra i big del Carroccio finiti nei dossier. Non la sorprende tutto ciò? «No so che succede. Apprendo tutto dalla stampa. Non mi fa certamente piacere sapere che un'attività di spionaggio venga fatta in modo, a mio parere, illecito. Non so se siano cambiate le regole, ma l'idea dello spiare è sbagliata. Se, poi, la si unisce a una condotta errata delle istituzioni, è davvero imbarazzante». Il suo partito, intanto, è tra quelli più penalizzati da questo tipo di condotte? «Si è cercato di far passare la Lega come un partito che fosse collegato ad apparati, sistemi opachi. Il tempo, per fortuna, è stato galantuomo ed è, dunque, venuto fuori il danno d'immagine che abbiamo subito, considerando che i capi di accusa sono caduti tutti. Per due anni siamo stati vittima di una campagna furiosa». Dall'Antimafia viene fuori che, nella vicenda in cui è coinvolto, avrebbe avuto un ruolo centrale l'attuale vicepresidente della Commissione. Se ciò sarebbe realmente accaduto non le sembra ci sia una grave incompatibilità? «Effettivamente è una sgrammaticatura. Ritengo che il caso debba arrivare quanto prima in Aula. Il Parlamento ha la prerogativa di decidere se la sua posizione è compatibile o meno». Sembra, intanto, che il procuratore fosse informato degli illeciti relativi a Striano. Qualora tali notizie fossero confermate, come comportarsi? «Sarebbe un fatto gravissimo su cui bisogna agire. Il tempo degli indugi è finito». I 5 Stelle di Conte, però, continuano a fare la morale. Non le sembra un controsenso? «La storia di questo Paese ci insegna che chi solleva le questioni morali finisce per esserne travolto. È una sorta di regola del contrappasso. La metrica di una civiltà non è la morale che cambia a seconda del tempo e di chi la interpreta, ma lo stato di diritto e il diritto non dovrebbe essere un qualcosa da utilizzare all'occorrenza di questa o quella forza». Chi svolge il proprio dovere, nel frattempo, viene demonizzato da un sistema distorto che abbatte l'avversario prima della sentenza... «Mi ricordo tutti gli articoli usciti sul mio conto. È stata danneggiata, purtroppo, la mia vita come quella di tanti altri. Tutti possono sbagliare, ma certamente c'è qualcosa che va rivisto. Fino a questo momento non c'è stato un procuratore che si è voluto occupare dell'accanimento nei miei confronti. Detto ciò, non mi sorprende nulla, considerando che la sanzione del Garante contro Report è stata annullata, prima dal Tribunale di Roma e poi dalla Cassazione, solo perché secondo loro non è arrivata nei tempi giusti». La riforma della giustizia può cambiare qualcosa? «Più di qualcosa migliorerà, ma per portare a termine un percorso c'è bisogno di intervenire sulla responsabilità civile dei magistrati. Soltanto, allora, potremo parlare di percorso compiuto. Fino a questo momento chi viene preso di mira da un magistrato è da considerarsi un morto che cammina». Altra questione da affrontare è quella di archivi troppo permeabili, come dimostrano gli ultimi scandali... «Il problema è che se l'amico dell'amico sa che può farla franca, pure se accede a materiali riservati, tale stortura non cesserà mai. Detto ciò, esiste un problema sicurezza su cui occorre fare di più».