Kelany accusa: con il governo di destra i giudici rimettono in libertà i clandestini

I dati parlano chiaro: a fronte di governi che mettono in atto politiche migratorie più restrittive, aumentano i provvedimenti giurisdizionali che vanno in direzione ostinata e contraria. Non è una coincidenza. Se da un lato il governo trattiene nei Cpr soggetti pericolosi, dall'altro alcuni giudici, rispondendo evidentemente a pulsioni ideologiche, decidono di vanificare questi sforzi, rimettendo in libertà immigrati in attesa di espulsione. È accaduto all'inizio dell'esperienza del trattato Italia-Albania, durante la quale tutti i soggetti che erano stati lì trasferiti per l'esecuzione dei provvedimenti accelerati di espulsione, sono stati rispediti in Italia grazie a delle ordinanze, prodotte in ciclostile, che non esaminavano la situazione del singolo migrante, ma con le quali ci si voleva arrogare il diritto di decidere quali fossero i cosiddetti «Paesi Sicuri». E non è un caso che il magistrato che fu l'artefice di quelle ordinanze sia leader della corrente «Magistratura democratica». La cronaca, purtroppo, ci restituisce una moltitudine di casi simili. Ebbene, esistono associazioni e think tank, partecipati da avvocati, accademici e magistrati, politicamente molto orientate a sinistra, in cui si producono le tesi giuridiche che servono poi a smantellare le politiche migratorie del governo. Le teorie che vengono prodotte in quei consessi, guarda caso, finiscono dritte dritte nelle sentenze che liberano i migranti. Tuttavia c'è una questione seria che va affrontata: gli immigrati irregolari che finiscono nei Cpr sono persone che vantano curricula criminali di tutto rispetto. Soggetti che sono stati condannati per reati anche molto gravi che vanno dal furto alle lesioni, alla violenza sessuale, fino alla pedopornografia. Chi decide di rimettere in libertà una persona con profili simili si assume una grande responsabilità e una cosa è certa: non c'è più spazio per provvedimenti totalmente privi di buon senso e infarciti di ideologia che rischiano di mettere in pericolo la rete di sicurezza nazionale.