L'Italia presenta la propria strategia sull'Artico con un evento ad hoc alla presenza dei ministri Tajani, Crosetto e Bernini. Un segnale della volontà del governo di voler giocare una partita da attore protagonista in un'area che Roma - ha spiegato in un messaggio inviato dal Giappone dove si trova in visita ufficiale la premier Giorgia Meloni - "non ha mai considerato come remota o senza interesse" ma "una regione strategica" dove "si intrecciano economia, ricerca, ambiente, energia e oggi più che mai sicurezza e difesa". La visione dell'Italia è chiara: l'Artico - ha detto ancora Meloni - deve essere "sempre di più una priorità dell'Unione Europea e della Nato" con l'Alleanza atlantica che deve "cogliere l'opportunità" di sviluppare nella regione "una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori". Concetti che ha ribadito anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, annunciando la preparazione di una missione imprenditoriale nell'area in coordinamento con l'ambasciata a Copenaghen. Resta invece ferma da parte del governo la contrarietà all'invio di truppe in Groenlandia, diventata sempre di più uno dei principali temi sul tavolo della geopolitica internazionale, in seguito alle insistenti mire di Donald Trump sull'isola. Il titolare della Farnesina ha parlato della questione direttamente con il suo omologo americano, il Segretario di Stato Marco Rubio, in un colloquio che ha definito "lungo e cordiale" e dove Tajani ha ribadito "l'importanza di garantire la sicurezza della regione artica nel quadro della Nato". Nonostante le insistenze sulla necessità di trovare una soluzione collegiale da parte dei Paesi europei Trump sembra comunque voler andare avanti con il suo progetto. Il tycoon ha detto di stare pensando all'imposizione di dazi "ai Paesi che non si allineano sulla Groenlandia", perché "ci serve per la sicurezza nazionale". Per tentare di trovare una sponda e rassicurazioni il ministro della Difesa della Danimarca, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Esteri e della Ricerca della Groenlandia, Vivian Motzfeldt, si recheranno a Bruxelles per un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte. Sulla questione è intervenuta anche la Russia, spettatrice fortemente interessata. Il Cremlino ha fatto sapere di stare "monitorando" la situazione della Groenlandia definendola "controversa se non addirittura straordinaria dal punto di vista del diritto internazionale". Mosca ha rimarcato come le sue considerazioni partano dal presupposto che la Groenlandia "è territorio del Regno di Danimarca" ma ricordando allo stesso tempo come Trump abbia dichiarato che il diritto internazionale "per lui non rappresenta una priorità".