Khamenei attacca Trump: "Colpevole per vittime, danni e calunnie"

No alla guerra, ma si a perseguire e non lasciare impunti oppositori interni e presunti responsabili internazionali: Ali Khamenei torna a parlare sul suo profilo X in occasione dell'Eid al-Mab'ath,  l'anniversario del giorno in cui il Profeta Muhammad è stato scelto come messaggero di Dio, e ne ha per tutti.  “Non porteremo il Paese verso la guerra, ma non lasceremo nemmeno impuniti i criminali interni e internazionali" ha affermato la Guida suprema dell'Iran, che ha anche attaccato per l'ennesima volta il presidente americano Donald Trump. Un attacco durissimo che, rivolto internamente alla popolazione iraniana, serve più a scaricarsi la coscienza che altro e indica nell'inquilino della Casa Bianca, l'unico responsabile per le morti durante le recenti proteste: “Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana”, ha tuonato Khamenei sul suo profilo social. Profilo social della guida suprema che pare molto attivo durante gli ultimi giorni mentre nel frattempo per gli iraniani si prefigura un futuro senza internet. Secondo alcuni attivisti iraniani specializzati in diritti digitali, Teheran starebbe pianificando il blackout definitivo di internet, consentendo però la connessione online solo a individui controllati e debitamente autorizzati dal regime. A rivelarlo il Guardian che in un suo articolo ha detto di più: “È in corso un piano confidenziale per trasformare l'accesso a internet internazionale in un 'privilegio governativo' – e secondo un rapporto di Filterwatch, organizzazione che monitora la censura di internet nel paese –  I media statali e i portavoce del governo hanno già segnalato che si tratta di un cambiamento permanente, avvertendo che l'accesso illimitato non tornerà dopo il 2026”. Una sospensione di internet che quindi escluderebbe l'Iran dal mondo, una scelta che seguirebbe il modello di un altro regime, quello nord coreano. All'interno del paese invece i funzionari legati all'Ayatollah starebbero pensando a consentire ai cittadini l'uso della connessione ma con sempre più grandi e limitanti filtri e solo a livello locale. Un internet domestico e parallelo, isolato dal resto del mondo e pur sempre sottoposto alla volontà del governo che potrebbe sospenderlo a comando, esattamente come successo lo scorso 8 gennaio durante il divampare delle proteste.