AGI - Ritard i, incomprensioni, mail indispettite degli avvocati per conto delle famiglie. Il tema delle sepolture e delle autopsie è al centro di diversi scambi tra i legali che assistono i parenti di chi ha perso la vita al ‘Le Constellation’ e la Procura Vallese che, stando a quanto emerge nelle carte dell’indagine, solo il 13 gennaio ha conferito i primi incarichi agli esperti di medicina legale . Il caso di Tristan Pidoux Il caso di Tristan Pidoux è quello più intricato . Agli atti si trova il mandato per l’esecuzione dell’esame datato 13 gennaio. Quello stesso giorno i legali della famiglia scrivono ai magistrati: “Il 7 gennaio vi avevamo chiesto se fosse stata fatta l’autopsia per determinare le cause della morte. Siamo a conoscenza che il suo corpo sarà seppellito nel pomeriggio del 14 gennaio. È stata finalmente disposta un’autopsia e, se non lo è stata, perché?”. La risposta arriva il giorno dopo: “Abbiamo verificato che nessun incarico è stato dato ai medici legali per procedere all’autopsia di Pidoux. Secondo le informazioni ricevute ieri mattina, l’ultima sepoltura dei defunti avrebbe dovuto avere luogo ieri mattina. Tuttavia, dalla lettura della vostra mail, prendiamo atto che la sepoltura di Tristan avverrà il 14 gennaio. Vi informiamo pertanto che disponiamo la messa in sicurezza del corpo ai fini dell’autopsia”. Ma qualcosa è andato storto perché, secondo quanto riportato dal sito Blick, i medici legali sono andati a cercare il corpo del diciassettenne nei giorni scorsi proprio 24 ore prima del funerale. Disperata la reazione della madre : “Era già tutto organizzato, i fiori, il prete. È stato tutto molto brutale”. Nei documenti a disposizione delle parti di questo primo capitolo dell’inchiesta che vede indagati i coniugi Moretti c’è anche la corrispondenza coi difensori di altre parti civili ai quali vengono date risposte confuse dalle autorità. Sembra che le comunicazioni tra Procura , avvocati e Medicina Legale non funzionino bene. Il caso Léonard Al legale della famiglia di Léonard , che non vuole che il ragazzo venga sottoposto all’accertamento, la Procura fa sapere di avere “appreso alle 17 e 30 di oggi, 13 gennaio, che il corpo non era ancora stato seppellito, dieci minuti dopo che lei ci comunicasse che rinunciavate all’autopsia. A questo punto, considerato che volete portare la salma all’estero e il vostro desiderio che non venga svolta, rinunciamo all’esame”. Critiche sono arrivate anche per la rinuncia a chiarire le ragioni della morte del giovane. Vengono riportati anche gli esiti di un paio di esami, i primi: “L’autopsia non è in grado di stabilire la causa esatta della morte, servono altri esami tossicologici e istologici ”.