Altro che Europa, la Lazio scivola ancora in casa dove non vince dal 23 novembre, subisce un'altra lezione di calcio dal Como. Finisce 0-3, come all'andata dominio totale dei giovani di Fabregas, un altro pianeta rispetto a una squadra stanca e demotivata. Posizione di classifica mediocre, una sorta di limbo imposto da una condotta societaria scellerata. Il presidente Lotito sotto accusa è chiamato a correre ai ripari con un paio di interventi sul mercato per rinforzare il gruppo. Servirà a poco perché la frattura col pubblico è insanabile ma almeno eviterà guai peggiori in una stagione da tutti contro tutti. Sarri ha schierato i nuovi, l'olandese Taylor ha fatto la mezzala sinistra mentre il giovane Ratkov è andato al centro dell'attacco. Per il resto hanno giocato i reduci anche perché, pure stavolta c'erano quattro indisponibili: Basic, Dia, Patric e Vecino con Dele-Bashiru sceso poche ore fa di ritorno dalla Coppa d'Africa, convocato per giocare gli inutili minuti finali. Sull'altro fronte Fabregas si è affidato a tutti i titolari nonostante la partita persa immeritatamente contro il Milan giovedì scorso. La novità tattica è stata Baturina falso nove e non un centravanti statico per muovere meglio la difesa di Sarri. Un'intuizione geniale con cui ha avuto la meglio sul suo maestro ai tempi del Chelsea. Ha arbitrato Fabbri che qualche settimana si era dimostrato permaloso e modesto nella direzione contro il Bologna, peraltro come gli capita spesso. I trentamila laziali che hanno sfidato freddo e pioggia per spingere la squadra, contestare Lotito e applaudire il presidente delle vittorie più belle, Sergio Cragnotti (invitato allo stadio dall'attuale numero uno del club), hanno assistito a uno scempio. Nemmeno due minuti di gioco e Fabregas è già in vantaggio: Marusic ha sbagliato su Valle, rimpallo e palla a Baturina che ha infilato Provedel con la deviazione decisiva di Romagnoli. Una doccia gelata per i laziali e Sarri infuriato per la disattenzione collettiva. Poca Lazio, il Como ha colpito ancora dopo un altro rimpallo sfortunato della difesa che è finito sul piede di Nico Paz: 0-2 dopo nemmeno mezz'ora. Poi Fabbri, sempre indisponente con i laziali ha ammonito Zaccagni, Cataldi (salta Lecce) e Romagnoli. Al 34' rigorino per il Como, fallito di Taylor su Cacheret: il Var Maggioni ha richiamato l'arbitro che ha concesso il penalty tra i cori divertiti della curva Nord. Non resta che piangere, davvero una persecuzione. Provedel ha parato e salvato i suoi dopo un altro controllo del Var per cercare di consentire la ripetizione. A quel punto l'Olimpico è diventato una bolgia, Zaccagni ha fallito il gol della speranza prima di un tempo in cui la Lazio ha sofferto troppo il palleggio degli avversari e il solito arbitraggio vergognoso. La ripresa si è aperta con la perla di Nico Paz che ha fatto secco Provedel dopo una bella azione corale degli ospiti. A quel punto partita strafinita e spazio a Rovella, Isaksen, Lazzari e Noslin ma si è giocato solo per evitare la goleada di una squadra avversaria totalmente padrona del campo. Sabato la trasferta di Lecce per evitare di sprofondare ancora più in basso. Servirebbe l'aiuto dal mercato a lungo invocato da Sarri ma, anche se arrivasse, sarebbe ormai tardivo perché l'Europa è adesso solo un'utopia raggiungibile con la vittoria della Coppa Italia.