Un dazio del 200% su vini e champagne francesi. E' l'annuncio fatto dal presidente Usa, Donald Trump, dopo il "no" del suo omologo francese, Emmanuel Macron, ad aderire al 'Board of peace' per Gaza. "Applichero una tariffa del 200% sui suoi vini e champagne. E lui accettera. Ma non e obbligato a farlo", ha detto il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti in Florida. Nel 2024 la Francia ha esportato negli Usa vino per 2,4 miliardi di euro e 1,5 miliardi di alcolici, pari a circa un quarto delle suo export. La tensione tra i due leader e sempre piu forte. In mattinata, sul social network Truth, Trump ha postato lo screenshot di un messaggio - la cui autenticita e stata confermata dall'Eliseo - nel quale Macron, dopo aver spiegato di essere "totalmente in linea sulla Siria" e convinto che "insieme faremo grandi cose in Iran", dice di non capire "cosa stai facendo in Groenlandia". "Posso organizzare - scrive il presidente francese nella nota mostrata da Trump - una riunione del G7 dopo Davos a Parigi giovedi pomeriggio. Posso invitare ucraini, danesi, siriani e russi". Infine, scrive Macron, "ceniamo insieme a Parigi giovedi prima che torni negli Stati Uniti". Nessun accenno ai dazi, ma la pubblicazione di una comunicazione riservata viene vista da Parigi come uno sgarbo istituzionale. Anche se non e la prima volta che Trump rende noti i messaggi ricevuti dai leader Ue o dai responsabili di organizzazioni internazionali. E da Davos, in occasione del suo intervento al World Economic Forum, e arrivata la replica del presidente francese che, pero, non ha mai citato per nome il suo omologo Usa. "Il mondo pende verso l'autocrazia, nel 2024 ci sono state oltre sessanta guerre anche se mi dicono che alcune sono state risolte", ha ironizzato riferendosi, naturalmente, a Trump. Ma la questione dazi ora si fa piu stringente. Quella americana, ha detto Macron a Davos, e una concorrenza che si basa su accordi commerciali "che minano i nostri interessi di esportazione, esigono concessioni massime e mirano apertamente a indebolire e subordinare l'Europa, combinata con un accumulo infinito di nuove tariffe che sono fondamentalmente inaccettabili. Ancora di piu quando vengono utilizzate come leva contro la sovranita territoriale". L'attacco e frontale e a 360 gradi: in questo periodo storico stiamo assistendo a "un passaggio verso un mondo senza regole, dove il diritto internazionale viene calpestato e dove le uniche leggi che sembrano contare sono quelle del piu forte e le ambizioni imperiali stanno riemergendo". E l'annuncio di tariffe record sui vini francesi va proprio in questa direzione. Per il ministro francese delegato all'Industria, Sebastien Martin, questo atteggiamento "incoraggia ulteriormente l'Europa a reagire", mentre per la titolare dell'Agricoltura, Annie Genevard, si tratta di "uno strumento di ricatto". "Abbiamo gli strumenti" commerciali "per resistergli; spetta agli europei assumersi la responsabilita ", ha spiegato. E proprio la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Davos ha ribadito che "l'Ue e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo e un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa". Ma per il presidente del Partito popolare europeo (Ppe), Manfred Weber, "e inaccettabile" per l'Europa sopportare ancora le "minacce Usa". Ecco perche "il Parlamento europeo ha deciso, insieme ai tre grandi gruppi, di sospendere l'accordo commerciale". In ogni caso, ha rimarcato a Strasburgo, "raccomanderei a tutti di rimanere calmi in questi negoziati commerciali, per evitare un'ulteriore escalation, per evitare lo stile trumpiano, facciamolo con lo stile europeo: questa e una settimana di dialoghi".