Malagiustizia, assessore del Teramano in carcere con accuse infondate: "Nessuno ha pagato"

Due mesi per essere arrestato quattro volte. Oltre quattromila giorni, invece, affinché un giudice riconoscesse che quelle accuse - per cui è finito in carcere - erano infondate. E' la storia di Antonio Lattanzi, che da assessore ai Lavori pubblici nel Comune di Martinsicuro, Teramo, è finito in un calvario giudiziario, accusato di tentata concussione. Tutto nasce da un architetto del Comune arrestato in flagranza di reato. "Dapprima non fece il mio nome, poi quando la sua posizione si aggravò mi tirò in ballo", racconta Lattanzi. "Quell'architetto - precisa, - anni prima, era stato condannato per falso", proprio a causa di una sua denuncia. Ma la pista della vendetta, evidentemente, non è stata presa in considerazione. E così Lattanzi è finito ingiustamente in manette. "Sento ancora il peso degli sguardi dei miei bambini perché quando mi hanno arrestato due volte davanti a loro sono uscito di casa senza baciarli, avevano 4 e 2 anni". C'è un episodio, della sua vicenda, che non dimentica: "In una pausa pranzo ho visto pm e giudice andare via nella stessa auto. Sentii una coltellata nel cuore". Qualcuno ha mai risposto dell'errore? "Sì, hanno pagato con una promozione, il primo pm è andato alla Corte dei Conti, l'altro alla Corte d'appello de L'Aquila".