Non bastavano i risarcimenti ai clandestini pluripregiudicati e alla Ong di Carola Rackete, capitana speronatrice delle navi della Guardia di Finanza. Ora il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a pagare 21 milioni per l’occupazione abusiva di un immobile da parte dello Spin Time Labs, il centro sociale sostenuto dal movimento della sinistra extraparlamentare “Action” che si batte per il diritto all’abitare impadronendosi delle proprietà altrui. L’invasione è avvenuta nell’ambito dello “Tsunami tour”. L’immobile, di proprietà di un privato – ci arriviamo tra poco – è stato occupato il 12 ottobre 2013 «da un gruppo di circa 300 persone di diverse nazionalità», così si legge nella sentenza. Nel 2013, e fino a giugno 2018, governava il Pd (senza essere mai passato da elezioni, ma questo è un altro discorso). Nel 2013 anche il sindaco era del Pd, Ignazio Marino, oggi eurodeputato della Bonelli&Fratoianni. Nel 2021, allo Spin Time, il Pd fece le Primarie per scegliere il nuovo primo cittadino. L’autorità giudiziaria ha impiegato 7 anni per emettere il decreto di sequestro preventivo dell’immobile (31 marzo 2020). In quel momento governava Conte (M5S-Pd) che pochi mesi prima – oplà – governava con la Lega. Sono trascorsi sei anni e ora, to’, è il governo “delle destre” (invero gli italiani) a dover scucire una montagna di denaro. Il destinatario, che ha subìto l’occupazione da parte dei “compagni”, è il fondo immobiliare Investire Sgr. Lo stabile, al pari di quello occupato a Torino da Askatasuna – sgomberato a metà dicembre – era nell’elenco del Viminale, così come il Leoncavallo a Milano, pure questo liberato. In più Piantedosi ha imposto a questure e prefetture di intervenire nelle 24 ore in tutti i casi di occupazione di stabili interi. Niente: il governo, dunque tutti noi, è stato stangato. «Il tribunale», recita la sentenza, «ritiene che siano risarcibili i danni provocati dalla condotta omissiva del ministero» e «quelli verificatisi da luglio 2017 a oggi (in considerazione dell’intervenuta prescrizione del diritto al risarcimento nel periodo anteriore, ed essendo risarcibile il danno da lesione del legittimo affidamento solo da aprile 2022)». I 21 milioni sono la somma del mancato guadagno da parte del fondo immobiliare corrispondenti al valore locatizio calcolato da luglio 2017 a fine 2023 (circa 16 milioni), e il mancato incasso dei rimanenti cannoni dovuti da gennaio 2024 fino a dicembre 2025. Ci sono poi la perdita di valore dell’immobile, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità (è all’interno delle mura), e i danni ai locali. Lo stabile si trova in via Santa Croce, nel rione Esquilino, tra piazza di Porta Maggiore e piazza di Santa Croce in Gerusalemme. La Investire Sgr ha denunciato anche danni d’immagine, dato che «in varie occasioni» - leggiamo ancora la sentenza – «gli organi di stampa e non solo le avrebbero attribuito un comportamento moralmente riprovevole, essendo stata accusata di “voler perseguire scopi speculativi” per il solo fatto di voler rientrare in possesso degli immobili di cui è proprietaria, a danno di individui che versano (non sempre, in realtà) in situazioni di disagio economico e sociale». Di seguito la sintesi del giudice: «È vero che il reato è stato posto in essere da soggetti terzi, ma il danno conseguente a tale occupazione può e deve essere imputato al ministero dell’Interno che, a fronte dell’emissione da parte dell’autorità giudiziaria di un provvedimento di sequestro preventivo, aveva uno specifico obbligo di impedire la prosecuzione dell’illecito, essendo obbligato a dare esecuzione al decreto di sequestro». Emblematico il commento del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa: «Il Viminale è stato condannato per il mancato sgombero dell’immobile dentro cui si svolgono attività di ogni tipo senza controllo. Siamo felici per i proprietari ma non per i contribuenti, costretti a pagare con i loro soldi per anni di lassismo irresponsabile che il governo Meloni e Piantedosi hanno meritoriamente interrotto. Le occupazioni vanno prevenute e punite». Duro anche il commento di Ester Mieli, senatrice di Fdi: «La sinistra strizza l’occhio ai centri sociali, e lo fa coi soldi dei cittadini, una vergogna. A Roma ha sempre coperto le occupazioni abusive. È ora di finirla». Per fermare lo sgombero era stata lanciata pure una petizione firmata da molti vip: tra gli altri Nanni Moretti, Alessandro Gassman, Pierfrancesco Favino, Valeria Golino, Sabina Guzzanti, Edoardo Leo e Christian Raimo, il professore mancato europarlamentare della Bonelli&Fratoianni. Ad aprire la serata delle Primarie del Pd, con Gualtieri futuro sindaco, era stato tale Tarzan, alias di Andrea Alzetta, leader di “Action”: «Questo luogo è illegale, lo so, ma qui ce sta anche tanta bellezza, ahooo!». Ventun milioni di bellezza.