Il parco d'affaccio sul Tevere distrutto dal fiume

L'opportunità di allenarsi nell' area fitness del parco d'affaccio "Foro Italico" è naufragata insieme agli attrezzi che la piena del fiume ha inghiottito e portato via. A distanza di otto mesi dal taglio del nastro, dello spazio realizzato con due milioni di euro di fondi giubilari nell'area golenale compresa tra Ponte Milvio e Ponte Duca d'Aosta , non restano che poche strutture divelte e cumuli di fango. A causa del maltempo che nelle ultime settimane ha flagellato la Capitale, il livello del fiume si è alzato, l'acqua ha invaso le sponde e cancellato il risultato dei lavori effettuati per trasformare la banchina in una zona fruibile dagli amanti dello sport all'aria aperta. Recinzioni a terra o sommerse; betoniere abbandonate; attrezzi devastati; detriti e rifiuti: basta guardare il parco dall'alto per rendersi conto di quale sia lo stato in cui versa l'area. Eppure non sembravano queste le intenzioni dell' Amministrazione , che lo scorso giugno ha inaugurato il parco in pompa magna e con la sicurezza che sarebbe diventato un luogo di incontro e di aggregazione. «Questo intervento rappresenta bene la direzione che stiamo seguendo: restituire alla città spazi accessibili e riavvicinare Roma al suo fiume», aveva detto il sindaco, Roberto Gualtieri , che per l'occasione si era anche cimentato nell'esercizio delle trazioni insieme ad atleti muscolosi. Gli aveva fatto eco l'assessore capitolino all'Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi . «Con il Masterplan strategico del Tevere questa Amministrazione mira a riqualificare il tratto urbano del nostro fiume, rinaturalizzando le sponde e ripristinando la natura», aveva sottolineato. Peccato che, qualche mese dopo, è stata proprio la natura a fare la parte del leone, a "divorare" gli attrezzi installati a pochi metri dal fiume. Conseguenze che, come ha evidenziato il già consigliere regionale in quota Lega, Daniele Giannini , non erano poi difficili da prevedere, vista la prossimità dello spazio fitness al Tevere. Indossando una tuta e con le scarpe da ginnastica ai piedi, Giannini si è fatto ritrarre nel corso del sopralluogo effettuato nel parco d'affaccio. «Io non me la prendo con te, ma con chi ti porta a inaugurare queste cose», ha esordito rivolgendosi al primo cittadino.  «Non era difficile prevedere che con le piene del fiume la banchina si sarebbe riempita di fanghiglia. Qui l'acqua si porta via tutto», ha continuato. Uno scivolone, insomma, che forse si poteva evitare. E non diverso da quello che faranno gli atleti che avranno il coraggio di allenarsi in quello spazio sommerso dal fango.