Il decreto Caivano al Quarticciolo, no. La vigilanza armata , e privata, invece sì. Questa almeno sembra la logica dietro alla decisione del Municipio V di affidare dal 1° marzo il servizio di «vigilanza armata fissa e ispettiva» presso le sedi di via Prenestina 510 e via dei Larici 7, un complesso separato dai lotti del Quarticciolo solo da via Palmiro Togliatti. Il Municipio ha infatti aderito all'Accordo quadro del 2023, aggiudicato dalla direzione capitolina Centrale appalti alla società Urbe Vigilanza spa, prevedendo un valore di 177.618,47 euro su 36 mesi. Questo nonostante gli uffici municipali siano proprio accanto alla sede del V Gruppo Casilino della polizia locale. Ma tant'è. «Questo investimento significa proteggere le persone, garantire condizioni di lavoro adeguate ai nostri dipendenti e offrire ai cittadini servizi più sicuri e organizzati», ha affermato il presidente del V, Mauro Caliste . Proprio il minisindaco dem, quando il governo Meloni ha esteso al Quarticciolo le misure del decreto Caivano per contrastare lo strapotere degli spacciatori, era parso appoggiare le proteste della sinistra e dei centri sociali contrari a una presunta «militarizzazione» del quartiere. Pochi mesi dopo sempre Caliste è sembrato cambiare idea, anche perché è emerso che sulla borgata pioveranno 20,5 milioni da usare, ad esempio, per nuove scuole e centri sportivi. Altro che militarizzazione, che però alla luce dei fatti al Municipio pare non dispiacere del tutto. Tra qualche giorno a vigilare sui dipendenti e sui cittadini che si recano agli uffici saranno infatti guardie giurate armate. Ma da cosa, o da chi, devono essere protetti? Facile: dal rischio di aggressioni da parte degli sbandati che popolano il quartiere. A farne le spese sono stati già diversi dipendenti di Atac: le cronache recenti riportano infatti di diverse rapine e percosse contro i conducenti del tram che si ferma al capolinea proprio davanti alle case popolari del Quarticciolo, punto di riferimento per tossicodipendenti alla ricerca di crack. Il problema è riportato anche in un verbale delle commissioni municipali Accorpamento e Bilancio dello scorso 10 marzo, una seduta che verteva proprio sulla sede di via Prenestina 510 e in cui già si parlava della necessità di guardie giurate. «La presidente Antinozzi (Elena, eletta con la lista del minisindaco Caliste, ndr) ricorda alla commissione come vi siano forti problemi sociali e di sicurezza nell'area», facendo riferimento alla presenza di «senza fissa dimora». Anche il presidente del Consiglio municipale David Di Cosmo (Pd) segnalava che «i problemi sociali dell'area sono evidenti» e così il consigliere Mauro Ferrari (Lista Gualtieri sindaco), che sosteneva «come sia importante tutelare tutte le persone che lavorano in quella sede». Ecco quindi le guardie giurate. E la polizia locale, proprio lì a fianco? «Se questa iniziativa partirà al Quarticciolo è logico pensare che avverrà in tutti e 15 i Municipi. Giova invece ricordare che la sorveglianza della Casa comunale è compito della polizia locale. Come si giustifica, allora, questo servizio esternalizzato a privati? - afferma Gabriele Di Bella, segretario provinciale Ugl - Purtroppo dal mio punto di vista il Corpo sta pagando una visione gestionale che lo riporta indietro di 40 anni».