"Omicidio colposo". Si allarga il numero degli indagati per il trapianto del piccolo Domenico

Si allarga l'inchiesta della Procura di Napoli sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni deceduto sabato scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dove, il 23 dicembre 2025, è stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato. Sale a 7 il numero degli indagati con l'iscrizione di una dirigente medica dell'ospedale, per tutti ora la Procura partenopea ha riformulato il reato da lesioni colpose gravissime in omicidio colposo. La circostanza è emersa dalla richiesta, presentata dai pm al giudice per le indagini preliminari, di procedere con incidente probatorio all'espletamento dell'autopsia. La risposta del gip dovrebbe arrivare nel giro di un paio di giorni; si dovrà poi comporre il collegio dei consulenti e svolgere l'esame autoptico, con i tempi per i funerali del piccolo Domenico che finiscono inevitabilmente per allungarsi. Le esequie saranno probabilmente celebrate ad inizio della prossima settimana nella cattedrale di Nola. Ai consulenti la Procura chiede di chiarire se le operazioni di prelievo chirurgico, trasporto e conservazione del cuore prelevato dall'équipe di espianto a Bolzano e trasportato a Napoli siano avvenute in conformità alle vigenti linee guida in materia di trapianti; chiede inoltre di chiarire le condizioni del cuore trapiantato al bimbo, specificando se presentasse alterazioni riferibili a errori dei sanitari dell'équipe del prelievo o a quelli che hanno effettuato il trapianto. Da chiarire inoltre la correttezza e l'adeguatezza delle scelte chirurgiche e terapeutiche dell'équipe che ha curato il trapianto all'ospedale Mondali e se, dopo il trapianto, eventuali condotte alternative avrebbero consentito una diversa evoluzione clinica. L'avvocato Francesco Petruzzi, difensore dei genitori del piccolo Domenico, ha presentato in Procura un'integrazione alla querela con la quale chiede la riqualificazione del reato contestato ai 7 indagati "da omicidio colposo in omicidio volontario". Secondo la difesa "la condotta omissiva dopo la fallita operazione, e il fatto che fino al 6 febbraio non sia stato fatto praticamente nulla per valutare delle ipotesi di terapie alternative, comporta il dolo eventuale e quindi la variazione del titolo di reato da omicidio colposo in omicidio volontario". Nell'integrazione di querela c'è anche "una richiesta di applicazione di misure cautelari per il dottor Oppido", il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto di cuore. "La giustizia va avanti, adesso voglio la verità", ha commentato così Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, la notizia della nuova iscrizione nel registro degli indagati. Questa mattina con il suo legale si è recata dal notaio per il primo atto costitutivo della Fondazione intitolata al figlio. Gli obiettivi dichiarati sono "evitare nuovi casi di malasanità e agevolare i trapianti", affinché "nessun'altra famiglia debba soffrire come la mia". La fondazione servirà anche a "impedire i tentativi di speculazione che stanno avvenendo sull'immagine di Domenico - ha aggiunto l'avvocato - non solo le truffe sui social con iban falsamente attribuiti alla madre, ma anche la vendita di magliette, accessori e gadget. Noi vogliamo massima trasparenza e che chiunque voglia donare lo faccia con il canale istituzionale pubblico della Fondazione Domenico Caliendo, che avrà come scopo quello di tutelare tutte le vittime di colpa medica".