Farmaci, spesa fuori controllo e responsabilità in fuga

Diciotto miliardi e quattrocento milioni di euro: è quanto il Servizio sanitario nazionale ha speso per i farmaci nei primi nove mesi del 2025. Lo sforamento è da record: 2,85 miliardi in più, una voragine che rischia di erodere risorse destinate ad altri capitoli della sanità pubblica, dagli investimenti in personale alle liste d’attesa. Pesano l’innovazione terapeutica, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità. Ma non sono emergenze impreviste: sono tendenze strutturali, note da anni e fotografate da tutti i report demografici. Usarle per giustificare quasi tre miliardi di extra spesa è debole: programmare significa proprio anticipare questi andamenti. Poi c’è il consueto rimpallo. Il ministro Orazio Schillaci chiede conto all’Aifa. Il sottosegretario Marcello Gemmato ricorda che i vertici dell’Agenzia li ha nominati il ministro. Le farmacie, criticate per il nuovo sistema di remunerazione, indicano le Regioni. Le Regioni chiedono più peso in Aifa e puntano sull’Agenzia. Intanto la spesa cresce, i conti del Ssn peggiorano e per i cittadini cambia poco: stessi prezzi, stesse carenze, stesse difficoltà nel reperire alcuni farmaci. Molte responsabilità distribuite, poche assunte. E il conto, ancora una volta, resta pubblico.