La spinta di Spigarelli: “La separazione delle carriere è attesa da oltre 30 anni" | GUARDA

Valerio Spigarelli, ex presidente dell'Unione Camere Penali e tra i fondatori del comitato Pannella Sciascia Tortora per il Sì alla separazione delle carriere, ha pubblicato un video in merito al referendum. Ecco le sue parole: “La separazione delle carriere è presente in tutti i paesi europei. In Europa solo la Turchia, la Bulgaria e la Romania non l'accolgono. Ma d'altronde è naturale che sia presente in tutti gli ordinamenti liberali, in tutti gli ordinamenti che vogliono il giudice come figura diversa da quelle del pubblico ministero e del difensore, per garantire un processo equilibrato, realmente imparziale. Del resto la separazione delle carriere è facilmente comprensibile a tutti. Chi di noi entrando in uno stadio per vedere una partita di calcio, vedendo l'arbitro indossare la maglia di una delle due squadre, sapendo che l'arbitro il giorno dopo potrebbe essere giudicato dai giocatori di una delle due squadre, può pensare che la partita sia realmente equilibrata, sia realmente imparziale. La separazione delle carriere è una misura attesa da oltre 30 anni. Quando cambiammo il codice di procedura penale, ci lasciammo alle spalle il codice ereditato dal fascismo e ci saremmo dovuti lasciare alle spalle anche l'ordinamento ereditato dal fascismo. Ma non lo facemmo a suo tempo, lo dobbiamo fare ora. Giuliano Vassalli, che di quel codice fu il padre, disse che era ineluttabile arrivare alla separazione delle carriere e disse la stessa cosa Giovanni Conso, presidente della Corte Costituzionale. Da molti anni aspettiamo una riforma di questo genere e vi raccontano delle bugie per contrastarla. Vi raccontano che con la separazione delle carriere il pm perderà la sua autonomia e la sua indipendenza. È vero esattamente il contrario. Per la prima volta nella nostra Costituzione abbiamo scritto che anche per il pm ci devono essere requisiti di autonomia e indipendenza tutelati da un suo Consiglio Superiore Autonomo. Vi hanno detto che con la separazione delle carriere i potenti, i mafiosi, i corrotti non saranno più portati a giudizio. Ma per sbugiardare questa cosa basta solo pensare che chi voleva la separazione delle carriere era Giovanni Falcone. Vi hanno raccontato che con la separazione delle carriere il pm diventerà un super poliziotto, ma non raccontano che le norme che gli impongono già oggi di cercare prove anche eventualmente a favore dell'indagato non saranno modificate in nessuna maniera, rimarranno così come sono. La separazione delle carriere non è né di destra né di sinistra. È una misura di buonsenso, è una misura che renderà il giudizio per tutti i cittadini che dovessero entrare nelle aule dei tribunali più giusto, più equo, più imparziale”.