La Lazio fa le prove della semifinale di Coppa Italia di mercoledì prossimo giocando all'Olimpico di Torino. Contro i granata serve una prova seria un po' come successo contro la Juventus tre settimane fa quando l'8 febbraio i biancocelesti sfiorarono la vittoria (pareggio di Kalulu all'ultimo respiro). Quella prestazione fu funzionale per il blitz di Bologna in coppa tre giorni dopo e ora Sarri si aspetta che la squadra non molli nonostante una posizione di classifica anonima dove è difficile trovare stimoli. Nel limbo, troppo lontana dai posti Europei ma con un vantaggio rassicurante dalla zona retrocessione: non resta che giocare nell'Olimpico torinista concentrati e determinati anche in preparazione della sfida contro l'Atalanta. Anche oggi alle 18 si scenderà in campo nel deserto, i tifosi granata che ieri hanno fatto irruzione al Filadelfia per parlare con i giocatori e il nuovo tecnico D'Aversa (ha sostituito martedì Baroni che ha fallito l'appuntamento da ex per colpa di una classifica preoccupante dopo le promesse estive), non saranno allo stadio. Non sarà una diserzione totale come quella dei laziali nelle partite in casa ma gli ultras del Toro lasceranno la curva Maratona vuota perché la guerra al presidente Cairo, pure lui reduce da una gestione ultra ventennale, è totale dopo tante stagioni di risultati mediocri. L'atmosfera, quindi, sarà modello Covid ma non ci sono alibi per la Lazio che deve risalire posizioni in classifica e dare segnali di non aver già staccato la spina. Al netto di tutte le possibili attenuanti di un ambiente lacerato dalla lotta contro il presidente Lotito, servono punti pesanti oltre che guadagnarsi la conferma per molti dei calciatori attuali. Inoltre arrivare all'ottavo posto consentirebbe di saltare il preliminare della prossima Coppa Italia intorno a Ferragosto oltre che aver più giorni di ferie estive senza dove anticipare il rientro a Formello. Piccoli obiettivi di un'annata già compromessa però almeno sotto quest'aspetto i calciatori potrebbero trovare una spinta per non mollare in anticipo. Sarri ha cercato in settimana di ribadire proprio questi concetti: non si può abbandonare il campionato pensando a mercoledì, all'andata di quella doppia sfida con l'Atalanta che può essere una ciambella di salvataggio solo se porterà alla conquista del secondo trofeo nazionale. Certo, non sarà facile per la Lazio contro un Toro assetato di punti, con l'allenatore nuovo e qualche recupero eccellente (Adams su tutti) e con le solite assenze pesanti tra infortuni e scelte conservative del tecnico toscano in vista della gara di coppa. Ci sono anche i numeri in trasferta a ingigantire i problemi con solo 8 gol segnati dalla Lazio fuori casa (tre tutti in una volta a Marassi contro il Genoa), un attacco spuntato solo quattordicesimo della Serie A: davvero poca roba. Stavolta tocca a Ratkov ma serve da parte di tutti un contributo maggiore in attacco a cominciare da Zaccagni alla ricerca di una condizione accettabile per tornare a trascinare la sua squadra. Niente Torino per Maldini. Leggero affaticamento per l'ex Atalanta, che quindi è rimasto a Roma per farsi trovare pronto per la semifinale d'andata di Coppa Italia in programma mercoledì. Al suo posto Sarri dovrebbe puntare sull'altro acquisto di gennaio, quel Petar Raktov che finora ha giocato una sola partita da titolare (contro il Como), totalizzando 172 minuti in biancoceleste. Il serbo classe 2003 è in vantaggio rispetto a Dia e Noslin. A completare il tridente ci saranno Zaccagni e uno tra Isaksen e Cancellieri. Gli altri due ballottaggi riguardano la mezzala destra (Belahyane o Dele-Bashiru) e il terzino sinistro (Pellegrini o Tavares). Al centro della difesa confermata la coppia Provstgaard-Romagnoli, con Marusic a destra. In mezzo al campo Cataldi e Taylor saranno chiamati agli straordinari.