Il regime iraniano tenta di rimanere in piedi e chiede una maxi-manifestazione per Khamenei

Il governo iraniano ha invitato la popolazione a radunarsi questa sera in diversi quartieri di Teheran a sostegno della Repubblica Islamica e a rendere omaggio alla defunta Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso sabato dai raid aerei di Usa e Israele. Questo appello, trasmesso dalla televisione di stato, arriva nel terzo giorno di bombardamenti sull'Iran da parte degli statunitensi e degli israeliani, che hanno dichiarato la loro intenzione di intensificare gli attacchi contro "elementi chiave del regime iraniano". Nel frattempo la televisione di Stato iraniana ha anche annunciato che l'undicesima ondata di operazioni missilistiche "True Promise" (al-Wa'd al-Sadiq 11) ha preso di mira "centri di intelligence americani e depositi di supporto logistico e militare" sparsi nella regione del Golfo. Secondo il servizio trasmesso in diretta, i missili balistici e da crociera hanno colpito obiettivi strategici appartenenti alle forze statunitensi in almeno tre Paesi del Golfo, senza specificare nomi o coordinate esatte per "ragioni operative". Parallelamente, diversi media iraniani - tra cui Tasnim, Fars e Mehr - hanno riferito di un'esplosione di grande intensità udita nelle vicinanze della struttura nucleare di Isfahan (Natanz o Fordow non menzionati esplicitamente) e di una base aerea delle forze armate iraniane nella stessa provincia. In particolare le forze iraniane hanno colpito 500 siti legati a Stati Uniti e Israele in Medio Oriente. Il dato è stato fornito dai Guardiani della rivoluzione, secondo cui "dall'inizio del conflitto, i coraggiosi soldati delle Forze armate iraniane hanno attaccato 60 obiettivi strategici e 500 obiettivi militari americani e del regime sionista". E ancora, secondo i Pasdaran, sono stati lanciati oltre 700 droni e centinaia di missili.