Scontro frontale tra Paolo Mieli e Marco Travaglio negli studi di Otto e mezzo, il talk show di Lilli Gruber in onda su La7. Al centro del confronto della puntata di lunedì 2 marzo, il tema delle responsabilità politiche e militari in Medio Oriente, con un passaggio particolarmente acceso sulle giustificazioni addotte per le azioni di guerra in Iran di Usa e Israele e le relative conseguenze civili. A innescare la miccia è Mieli, che prova a ricostruire — a suo dire senza giustificarle — le motivazioni dichiarate da una delle parti in conflitto: "Se noi troviamo giustificazione in queste cose qua, dobbiamo trovare una forma di pietas anche per quei 30.000 morti fatti da Ali Khamenei. E credo che, siccome Donald Trump aveva annunciato che li avrebbe vendicati, avrebbe fatto qualcosa per dare soddisfazione a questo popolo che ha subito 30.000 morti, uno dei motivi è di non fare anche una figuraccia. Ne ha ammazzati qualcuno, lui". "Parole che fanno immediatamente insorgere Travaglio, che ribatte con toni durissimi: "Per dargli soddisfazione ha sterminato delle bambine in una scuola, ha sterminato la gente in un ospedale, è così che li liberiamo? Ma io sono basito". Il confronto si accende ulteriormente quando Mieli precisa la propria posizione, respingendo l'accusa di voler legittimare quelle azioni: "No, ma non lo sto giustificando, scusate, io sto dicendo qual è la loro motivazione. A volte loro giustificano queste cose in maniera impropria, è che non è così che la penso, è quello che dicono". Un duello in piena regola, con tanto di sguardo sbigottito di Travaglio per le parole del suo interlocutore.