Corruzione e frode nelle forniture pubbliche: sono queste le accuse per cui la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Mirko Pellegrini, detto 'Mister Asfalto' imprenditore impegnato nei lavori di asfaltatura e manutenzione stradale nella Capitale. Secondo quanto riportato nell'avviso di chiusura delle indagini firmato dal pm Lorenzo Del Giudice, sarebbero stati versati 30mila euro ad un pubblico ufficiale perché favorisse l'imprenditore. Il denaro, insieme a due orologi di valore, sarebbe servito a evitare verifiche o a indirizzare i controlli sulla corretta esecuzione degli interventi nei cantieri dell'asse Acqua Acetosa-Ostiense, così da garantire profitti illeciti legati a presunte irregolarità nelle forniture. Un'analoga somma sarebbe stata destinata anche a un altro dipendente del Simu, che avrebbe omesso accertamenti sul cantiere di via Palmiro Togliatti. La stessa cifra, inoltre, sarebbe stata promessa a un funzionario di Astral per chiudere un occhio sui lavori realizzati a Leonessa, in provincia di Rieti. Per altri due dirigenti, invece, il compenso illecito consisterebbe nell'impegno a riconoscere il 5% dell'importo degli appalti in cambio della mancata vigilanza sui lavori affidati da Roma Capitale. A loro viene contestato anche il concorso nella frode in pubbliche forniture perché avrebbero infatti agevolato l'imprenditore nell'aggirare gli obblighi contrattuali verso il Campidoglio, ricorrendo a stratagemmi idonei a far apparire regolari interventi che, secondo l'accusa, non lo sarebbero stati, in particolare per quanto riguarda spessore dell'asfalto e qualità dei materiali impiegati. In totale la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Pellegrini e altre 37 fra persone e società, per corruzione su un presunto giro di 'mazzette' per pilotare una serie di appalti per lavori di manutenzione delle strade. Nell'ambito dell'inchiesta si contestano i reati di associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta. Dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, era emerso che, stando all'accusa, gli indagati avrebbero costituito una serie di società intestate a prestanome riconducibili a un unico gruppo imprenditoriale attivo nel settore dei lavori di manutenzione stradale. Attraverso tali società l'organizzazione si sarebbe aggiudicata, anche mediante accordi o promesse corruttive, diversi appalti di lavori per il rifacimento di arterie stradali di Grande Viabilità, banditi da Roma Capitale e Astral Spa - Azienda Strade Lazio. Pellegrini è accusato anche di finanziamento illecito ai partiti in relazione ad alcune ammissioni che avrebbe fatto lui stesso durante gli interrogatori. Nel procedimento vengono individuate come parti offese il Campidoglio, Astral, Banca d'Italia e la polizia di Stato, in relazione ad alcuni episodi contestati a due membri delle forze dell'ordine.