Crosetto versione tour operator: meglio ministro che agente di viaggio

A chi storce il naso di fronte alle giustificazioni contraddittorie del ministro Guido Crosetto sulla sua presenza a Dubai – per giunta senza scorta – durante l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran (e chi l’avrebbe mai detto, aggiungo, che con quel fisico possente il ministro Crosetto fosse anche un così spericolato arrampicatore sugli specchi!); a chi nutre dubbi sull’adeguatezza di Guido Crosetto al ruolo che ricopre (e lui è quello bravo e preparato, figuratevi gli altri!) vista la cazzata fatta – ha ammesso lui stesso di aver sbagliato – e le toppe messe che sono peggio del buco; a chi ritiene dovrebbe dimettersi da Ministro della Difesa, faccio notare che poteva andare peggio: Crosetto poteva lavorare in un’agenzia di viaggi, e organizzare la vostra vacanza. Dio ce ne scampi e liberi! Guido Crosetto è uno capace di mandarti un weekend a Gaza o in settimana bianca in Ucraina, visto che non legge non solo il sito della Farnesina (io lo controllo persino prima di andare al mare al Circeo, figuratevi dovessi andare in medio oriente), ma manco i giornali. Io, che di lavoro non faccio il ministro della Difesa ma il comico, era da settimane che sapevo che un attacco americano all’Iran era nell’aria, non era questione di “se” ma solo di “quando”; e non me l’hanno detto i servizi segreti, bensì banalmente i siti d’informazione, dove – ripeto – da settimane le notizie parlavano di un attacco imminente, e non c’era neanche bisogno di leggersi tutto l’articolo, bastava il titolo. Ma delle tante affermazioni buffe fatte dal ministro Crosetto in queste ore drammatiche e ridicole insieme, la più esilarante è quella del volo di stato “pagato tre volte” per evitare polemiche: a parte il fatto che ciò che Crosetto ha pagato tre volte è la tariffa prevista per gli ospiti e non il volo di stato in sé (che costa semmai quindici volte di più quanto pagato dal ministro), ma soprattutto non si vede perché Crosetto abbia voluto pagare il triplo del giusto, visto che il rientro incolume di un ministro è nell’interesse della Nazione, non solo suo e men che meno un capriccio. Il fatto di aver pagato tre volte il biglietto aereo, più che un gesto di mera propaganda populista, mi fa pensare invece che Crosetto abbia superato i limiti di peso e di dimensioni del bagaglio – e quindi tariffa extra; del resto, a quanto pare è un tipo piuttosto sprovveduto quando viaggia. Da tutta questa vicenda, tra illustri analisti c’è consenso unanime nel trarre la conclusione che l’Italia non conta nulla dal punto di vista internazionale; del resto, mi pare che l’Italia contraccambi il disinteresse globale, visto che nelle stesse ore in cui si consumava l’ennesimo capitolo della Terza guerra mondiale noi stavamo televotando Sal Da Vinci. Eppure lasciatemi dire che forse la nostra irrilevanza può essere una posizione strategica: in un momento in cui tutti bombardano tutti, il fatto che il mondo ci ignori potrebbe essere la nostra salvezza. L’indifferenza internazionale nei confronti dell’Italia è il nostro scudo anti-missile, il nostro ombrello nucleare: il mondo sembra essersi dimenticato di noi; e visto come va il mondo, meglio così! Anzi, per favore, non cominciamo a reclamare ruoli da protagonisti al centro dello scacchiere internazionale (che tanto, come la vicenda Crosetto c’insegna, non siamo capaci); piuttosto, fingiamoci morti. Per non esserlo davvero.