Alfonso Gatto, vita di un poeta dimenticato: il carcere a San Vittore, l'anello di nozze comprato alla Upim (ospiti Quasimodo e Zavattini)
Arrivò a Milano nel 1934 da Napoli, fece vari mestieri compreso il correttore di bozze al «Corriere della Sera». Il suo epitaffio scritto da Eugenio Montale: «Per lui vita e poesie furono un'unica testimonianza d'amore»