[INIZIO][TESTO-BASE]Niente pressioni, niente allarmismi. Alla vigilia della sfida con l'Atalanta, valida per la semifinale d'andata di Coppa Italia, Sarri allontana le critiche e schiva le polemiche. Quelle polemiche che lui stesso aveva contribuito ad alimentare nel post gara di Torino, parlando di calciatori che alla Lazio vedevano un «futuro nebuloso». Il tecnico però ha evitato di rincarare la dose, limitandosi a dire che si tratta di «un concetto di sensazioni che può avere la squadra, che può vedere tutto incerto». Il concetto principale però è stato quello della pazienza, del dover ricostruire una squadra competitiva. «Era chiaro dall'inizio, l'ha detto la società, l'ho detto io. La situazione sarebbe stata di questo tipo, tutti devono avere pazienza, io una bella dose ce l'ho messa. Sarebbe bello che la mettessero tutti», le parole di Sarri. Che in relazione alla sfida d'andata con l'Atalanta ha aggiunto: «Per il futuro questa gara non ha grande peso, il prossimo anno deve essere un anno uno, con ogni evenienza. Sarà una sfida difficilissima, su due partite, loro sono ancora in Champions. Dobbiamo essere orgogliosi del percorso, e avere anche l'entusiasmo di potercela giocare». Senza però essere schiavi del dover passare a tutti i costi, almeno è questo che emerge dalle dichiarazioni dell'allenatore, che ha concluso la conferenza con questa frase: «Ho parlato col direttore sportivo mezz'ora fa, ha detto che bisogna accettare qualsiasi risultato». Tradotto: la Lazio non è costretta a eliminare l'Atalanta. Dall'altra parte va sicuramente evitata un'altra brutta figura come quella di domenica sera per mano del Toro. «Se si è visto un atteggiamento così è colpa di tutti, della squadra, del tecnico, dello staff, della società e dell'ambiente. Poche settimane fa abbiamo fatto 3 partite di buon livello, era inaspettato questo calo di energie nervose e mentali». Eppure quelle appena trascorse sono state ore complesse per Sarri, finito anche lui tra i responsabili di una stagione decisamente in chiaroscuro. «Se uno a Roma sta dietro le polemiche si ammazza dopo 15 giorni», la battuta per smorzare la tensione. «Io le cose esterne non le ascolto e non mi interessa, chiaro che io faccio l'allenatore, tutti vorrebbero avere la squadra più forte ogni anno. Fa parte del nostro mestiere e delle nostre ambizioni. Il gruppo squadra è sano, non ci sono grandi problematiche, è una squadra che ti dà gusto da allenare, peccato che ci sono le partite e ogni tanto uno si incazza». Sulla questione pullman nei pressi di Ponte Milvio, invece, è arrivata una notizia non positiva: «Mi sono informato con la società, sembra che la questura non consenta di cambiare il tragitto, dispiace perché sarebbe stato un momento di contatto importante». I tifosi faranno comunque sentire la loro voce da fuori l'Olimpico: «Speriamo che si riesca a sentirli, sarebbe una gran cosa».