Monaldi, la paura silenziosa di chi lavora in corsia: “Mi sento un bersaglio solo per l’ospedale in cui sono”

La lettera anonima di una dipendente dopo la morte del piccolo Domenico: incubi, angoscia e la sensazione di essere colpevoli a prescindere. “Vogliamo tornare persone, non simboli”. Continua a leggere