Il presidente Usa, Donald Trump, ha rinnovato l'appello agli altri Paesi ad aiutare gli Stati Uniti a risolvere lo stallo nello Stretto di Hormuz, crocevia chiave per il traffico mondiale di petrolio. "Incoraggiamo fortemente le altre nazioni le cui economie dipendono da questo passaggio molto più della nostra. Noi otteniamo meno dell'1% del nostro petrolio da questo passaggio. Alcuni Paesi, invece, ne ricevono molto di più", ha detto Trump, "il Giappone ne riceve il 95%, la Cina il 90%, molti Paesi europei ne ricevono parecchio. La Corea del Sud ne riceve il 35%. Quindi vogliamo che vengano ad aiutarci con lo Stretto: noi lo abbiamo messo in ottime condizioni". L'ambasciatore di Israele all'Onu, Danny Danon, non esclude l'invio della Marina per sorvegliare lo Stretto di Hormuz, ma sostiene che dovrebbe trattarsi di uno sforzo globale. Il presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto agli altri Paesi di unirsi a una coalizione per sorvegliare lo Stretto di Hormuz. Danon ha sottolineato che l'onere non dovrebbe ricadere solo sul più stretto alleato degli Stati Uniti nella regione: "Comprendiamo la necessità di sostenere lo sforzo degli Stati Uniti, ma dovrebbe trattarsi di uno sforzo globale", ha affermato, aggiungendo che "se si guarda a Israele, un Paese minuscolo, e si considera che l'Iran è, credo, 80 volte più grande di Israele, ci rendiamo conto che ci assumiamo gran parte dell'onere per il mondo".