Una nave da guerra della Marina statunitense, ritenuta in rotta verso il Medio Oriente con a bordo migliaia di militari, è in avvicinamento allo stretto di Malacca, secondo dati di tracciamento marittimo. Lo riporta la CNN. La nave anfibia d'assalto USS Tripoli è stata rilevata nelle acque al largo di Singapore, all'ingresso sud-occidentale del Mar Cinese Meridionale, secondo i dati AIS visionati da CNN. Le unità navali americane disattivano spesso i transponder, ma li mantengono attivi nelle aree a traffico intenso per motivi di sicurezza della navigazione. Secondo fonti citate dall'emittente statunitense, la Tripoli trasporterebbe personale della 31ª Marine Expeditionary Unit (MEU), una forza di risposta rapida di circa 2.200 uomini basata a Okinawa, la cui mobilitazione verso il Medio Oriente sarebbe stata ordinata dal Pentagono. Non è stata resa nota la destinazione finale né la missione specifica dell'unità. La MEU è una formazione composta da elementi di comando, combattimento terrestre, aereo e logistico, impiegata tipicamente in operazioni di evacuazione, raid anfibi e interventi rapidi in scenari di crisi. La USS Tripoli, lunga circa 260 metri e con un dislocamento di 45 mila tonnellate, è considerata una sorta di portaerei leggera, capace di imbarcare caccia stealth F-35, convertiplani MV-22 Osprey e mezzi da sbarco per operazioni anfibie. L'unità è normalmente al comando di un gruppo anfibio che include anche le navi da trasporto USS New Orleans e USS San Diego, la cui presenza nella stessa area non è stata però confermata dai sistemi di tracciamento disponibili. Insomma, ci si attende un'escalation dell'azione U sa. Ma a Washington scoppia il caso legato a Joe Kent. Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo americano si è dimesso per protesta contro la guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran. In un comunicato Kent ha scritto: "Dopo molte riflessioni, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla posizione di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con effetto immediato. Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana". Il presidente Donald Trump contrattacca: "Ho sempre pensato che fosse debole in materia di sicurezza. Molto debole in materia di sicurezza", ha dichiarato Trump, criticando apertamente la posizione espressa da Kent sul conflitto. Nel corso di un incontro bilaterale con il primo ministro irlandese Micheál Martin, il presidente ha aggiunto: "Mi sono reso conto che è un bene che se ne sia andato, perché aveva detto che l'Iran non rappresentava una minaccia".