Referendum, Mollicone: "Il Sì è trasversale e serve ad evitare un altro Caso Tortora"

"Abbiamo chiamato questa maratona oratoria 'Comizio d'amore' perché abbiamo parlato e parliamo d'amore per la giustizia e non di odio per qualcuno, come qualche esponente della magistratura vuole far credere agli italiani. Lo diciamo con estrema chiarezza: non siamo noi i 'pericolosi riformatori' dipinti da certa propaganda, ma siamo coloro occidentali che vogliono finalmente riportare l'Italia nel solco delle grandi democrazie." Così è intervenuto il fondatore dell'Intergruppo "Parlamentari per il Sì" e deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone in occasione della maratona oratoria "Comizio d'amore per il Sì" alla Camera. "In Italia ci sono e ci sono state troppe storie di innocenti travolti, vite spezzate, famiglie distrutte, risarcimenti pagati dallo Stato quando già era troppo tardi. I dati della malagiustizia li conosciamo e li abbiamo ripetuti tutti. Ma dietro ogni statistica c'è un volto, un lavoro perso, una salute rovinata, un figlio che cresce senza un padre o una madre. Enzo Tortora è il simbolo di questa vergogna nazionale: catturato all'alba, esibito in manette alle televisioni, infamato come camorrista, poi assolto con formula piena. Fu un 'orrore giudiziario', una ferita per tutta l'Italia. perché quello che è successo a me non accada mai più a nessuno". "E invece - prosegue Mollicone - dopo Tortora, altri hanno pagato un prezzo immenso. Pensiamo a chi ha passato decenni in cella da innocente, in un susseguirsi di perizie sbagliate, testimonianze traballanti, controlli inesistenti. Non possiamo far finta che sia 'il prezzo da pagare'. È intervenuto in precedenza - e voglio ribadire a lui in questa Aula tutta la nostra solidarietà - a Stefano Esposito, ex senatore. Nelle indagini che lo riguardano è stato intercettato oltre 32mila volte in un'inchiesta torbida e ha dovuto aspettare sette anni per l'assoluzione totale. Accanto a lui, ricordiamo altre storie di innocenti, detenuti per oltre vent'anni, casi che hanno fatto dire a molti giuristi che il sistema di controlli interni non basta, che servono regole più chiare, giudici davvero terzi e carriere distinte Beniamino Zuncheddu, pastore sardo, ha passato 33 anni in carcere per un triplice omicidio che non aveva commesso. Grazie all'impegno instancabile degli esponenti del Partito Radicale, oggi la sua vicenda è definita uno dei più gravi errori giudiziari della storia repubblicana: oltre tre decenni di vita cancellati". Il Presidente Mollicone ha, quindi, proseguito: "Questa riforma non è una bandiera di partito o un grave attacco alla democrazia, ma è una battaglia riformista trasversale. Documenti, convegni, programmi elettorali di tutti i partiti parlavano chiaro: nei congressi del Pd c'erano mozioni che parlavano di separazione delle carriere, nel programma del Pd c'era l'Alta Corte disciplinare, in quello del Movimento 5 Stelle c'era il sorteggio. Parisi, il delfino di Prodi, Cassese, Barbera, Salvi, Pisapia hanno detto che voteranno Sì. Mi chiedo: anche loro sono pericolosi estremisti? Non è un voto "contro" la magistratura, ma un voto "per" una magistratura più credibile, più libera dalle tendenze corporative e dagli automatismi di carriera". Il Presidente Mollicone ha, infine, concluso: "Il voto di domenica e lunedì non è una crociata contro qualcuno, ma un comizio d'amore per ogni cittadino che chiede equità e non vendetta. Pensate a quante volte abbiamo detto "mai più" davanti a storie come Tortora, Esposito, Zuncheddu e tanti altri innocenti senza nome. Quel "mai più" oggi può diventare un segno concreto sulla scheda: un Sì che non appartiene né alla destra né alla sinistra, Un Sì per una giustizia più giusta, un Sì come atto di libertà. Ecco, questo è il nostro comizio d'amore, per chi crede ancora nella Giustizia".