La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta al Tg1 commentando la campagna referendaria sulla riforma della giustizia e le misure approvate in giornata dal Consiglio dei Ministri sul caro carburante. Sul referendum, Meloni ha espresso rammarico per le modalità del dibattito pubblico delle ultime settimane, lamentando la scarsa attenzione al merito della riforma e quello che ha definito un tentativo di strumentalizzazione politica. "Mi è dispiaciuto di vedere molte persone autorevoli dover diffondere notizie false per convincere le persone a votare no. Mi è dispiaciuto che si sia riusciti a stare poco sul merito della riforma e che ci sia stato un tentativo di politicizzazione di questa campagna elettorale. Un tentativo, secondo me, totalmente sbagliato, perché questa riforma non è né di destra, né di sinistra. Tant'è che alcune cose che prevede sono state proposte in passato da chi oggi è nel fronte del no. Questo sicuramente mi è dispiaciuto, dopodiché gli italiani devono andare a votare guardando al merito della riforma che davvero incide sul loro futuro", ha dichiarato la premier. Nel merito del provvedimento, Meloni ha difeso la riforma definendola necessaria per modernizzare il Paese, sottolineando come il dibattito su questo tema si trascini da decenni senza che nessun governo fosse riuscito a portarlo a compimento. Ha spiegato che la riforma "fa tre cose sostanziali: separa le carriere per avere un processo più giusto, riforma il Csm per liberare la magistratura dal controllo della politica e introduce l'Alta Corte disciplinare perché finalmente anche i magistrati che sbagliano se ne assumano la responsabilità", aggiungendo di ritenere questa un'occasione irripetibile. Sul fronte dei carburanti, la premier ha illustrato i contenuti del decreto approvato in Consiglio dei Ministri, che prevede un taglio di 25 centesimi al litro sul prezzo alla pompa. "Siamo intervenuti oggi in Consiglio dei Ministri con un decreto che riguarda il prezzo del carburante, la priorità in questo momento. Siamo intervenuti con tre misure: di fatto tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d'imposta per gli autotrasportatori perché non vogliamo che l'aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti-speculazione che lega il prezzo del carburante all'andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi", ha spiegato Meloni. La premier ha inoltre fatto riferimento alla situazione dei contingenti militari italiani in Medio Oriente durante la guerra tra Iran e Usa-Israele, precisando che la sicurezza del personale schierato nella regione "è la ragione per la quale attualmente ad esempio in Kuwait e in Iraq i nostri contingenti sono stati ridotti all'essenziale, ma è anche la ragione per la quale stiamo aiutando i Paesi del Golfo a difendersi, prevalentemente a tutela degli italiani che sono presenti nell'area". Continua senza sosta il lavoro del Governo per far fronte all'aumento dei prezzi dei carburanti. pic.twitter.com/PmUO52ZFQU — Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) March 18, 2026