Al setaccio della Finanza i distributori di benzina

Primo giorno di applicazione del decreto legge sul taglio delle accise per i carburanti ed è già scattata la caccia ai furbetti con un'azione di controllo sulla rete dei distributori. Positiva la reazione delle associazioni dei consumatori e dell'autotrasporto, anche se più voci chiedono misure strutturali. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi su indicazione dei ministri del Mimit Adolfo Urso e del Mef Giancarlo Giorgetti- ha già trasmesso alla Guardia di finanza la lista dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi al taglio disposto dall'esecutivo, indicando le potenziali e più significative anomalie rilevate. Dopo la riunione della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida, il Garante ha individuato specifici indici di anomalia tra prezzi alla pompa in rapporto alla variazione dei prezzi delle materie prime e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali. Al termine dei controlli della Guardia di Finanza sulla rete stradale, autostradale e lungo tutta la filiera, gli esiti saranno trasmessi anche all'Antitrust per l'eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi in cui emergano profili di rilevanza penale, all'autorità giudiziaria. Intervenendo a un convegno di Confartigianato, Urso ha definito il decreto sul taglio delle accise un «provvedimento importante e significativo, il primo in Europa che ha tagliato le accise sui carburanti per fronteggiare l'aumento che si sta verificando come conseguenza della guerra che si allarga nel Medioriente, nel Golfo Persico, le ritorsioni del tutto ingiustificate che l'Iran sta praticando nei confronti dei paesi vicini hanno effetti non soltanto per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico, ma anche per quanto riguarda le filiere di approvvigionamento di alcune materie prime critiche» come «elio e fertilizzanti per l'agricoltura». Urso ha auspicato «che la guerra finisca il prima possibile», sottolineando che «è ovvio che, se dovesse perdurare, adotteremo altre misure». Esprimendosi sul decreto, il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rimarcato che «è un intervento in emergenza, che ha comportato giorni e notti di lavoro» in cui «siamo riusciti, mettendo centinaia di milioni di euro sul tavolo, ad aiutare per le prossime settimane milioni di lavoratori e lavoratrici». Salvini si è inoltre chiesto «quanto ha ancora senso dire no all'energia di un Paese come la Russia? Di un Paese con cui non siamo in guerra? In un contesto in cui gli Stati Uniti si stanno arricchendo, la Cina si sta arricchendo, la Russia si sta arricchendo?», riferendosi al blocco dello Stretto di Hormuz e agli attacchi sulle infrastrutture energetiche in Medioriente. Da Anita, Assotir e Unatras il parere sul decreto legge, approvato in Consiglio dei Ministri mercoledì sera, è positivo, ma le sigle del trasporto e della logistica hanno chiesto di fare di più. Per Faib e Fegica il taglio delle accise è un intervento «utile a contrastare, nell'immediato e sia pure temporaneamente, le conseguenze drammatiche» della crisi, ma servono anche «risposte strutturali e di prospettiva». Federconsumatori accoglie «con favore questo passo avanti, ma ancora non basta». Critica la Cgil, secondo cui il decreto, «della durata di appena venti giorni, non è nemmeno in grado di riportare i prezzi ai livelli di due mesi fa».