"Non si vota su Meloni, ma alla fine pensi di votare sulla Meloni, te la tieni e alla fine non hai riformato la giustizia che non funziona. La Meloni si può mandare a casa tra un anno quando ci sono le politiche, ma ora si vota per una riforma sacrosanta e quindi si lancia una lepre da rincorrere per non guardare la realtà delle cose. Ma ho imparato che i cittadini sono molto più intelligenti di come pensa certa politica". Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a "Sì o No" lo speciale dedicato al referendum in onda su La7. "E una riforma di responsabilità e meritocrazia sulla giustizia", aggiunge la premier la cui intervista è alternata con quella della segretaria del Pd, Elly Schlein. "Dalla prima conferenza stampa che io ho fatto, appena questa pessima riforma è stata approvata in Parlamento, ho detto che noi non avremmo politicizzato, ma che mi aspettavo che sarebbero stati il governo e Giorgia Meloni a farlo. È andata esattamente così: noi abbiamo fatto tutta una battaglia sul merito, chiedendo un voto contro una riforma sbagliata per i cittadini", ha detto la leader dem. "Credo che il governo che abbia spiegato perfettamente quali sono i suoi obiettivi: il governo pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba essere giudicato come accade a tutti i cittadini. Questo è un governo che pensa di poter decidere chi fa il giudice e chi no, a seconda che gradisca o meno le sue decisioni". Meloni ha osservato che "sicuramente non è stata una bella campagna elettorale, perché c'è stato questo tentativo, si direbbe a Roma, di 'buttarla in caciara', di individuare il nemico, di spaventare la gente, di dire cose che non c'entravano assolutamente niente. È questo che mi ha convinto negli ultimi giorni a dedicarmi a questo tema, non perché non fossi consapevole che poi ci sarebbe stata l'accusa di politicizzazione ma per spiegare su che cosa si va a votare, perché ho trovato veramente orrendo il fatto di mentire, dover mentire per essere convincenti e questo devo dire è accaduto prevalentemente da parte del fronte del No. Dopodiché ovviamente i toni che sono stati utilizzati hanno portato a dei falli di reazione anche nella nostra metà campo e quindi complessivamente non è stata una bella campagna elettorale".