Un voto contro il delirio di onnipotenza di certe toghe

Dicono certi cantori del No che bisogna considerare non il «testo» della riforma ma il «contesto» politico. E sbagliano, perché lunedì, a urne chiuse, il governo Meloni ci sarà lo stesso (in salute maggiore o minore, questo lo vedremo): e allora tanto varrebbe, per ciascuno, attenersi al «testo», cioè al contenuto effettivo del cambiamento proposto. Chi è favorevole allo status quo ha validi motivi per votare No. Ma tutti coloro che, a mio avviso saggiamente, credono che la giustizia italiana abbia bisogno di una scossa faranno bene a votare Sì. Ciò detto, prendiamo a prestito l'argomento legato al «contesto». Ecco, perfino in quest'ottica, cioè considerando gli effetti complessivi del voto, la cosa più saggia da fare è spingere per il Sì. Ve lo immaginate il delirio di onnipotenza della magistratura militante in caso di vittoria del No? Già ora pretendono di contendere al Governo e al Parlamento l'indirizzo politico in materia di giustizia. Figurarsi cosa farebbero i signori dell'Anm se lunedì potessero dire di aver ricevuto un consenso popolare maggioritario. Non solo. Proprio chi è affezionato a quelli che gli americani chiamano «checks and balances», i pesi e i contrappesi, non può che constatare un'evidenza: il governo Meloni non corre affatto il rischio di «controllare tutto». Questa campagna ha dimostrato plasticamente che il grosso dei poteri reali (media, apparati dello stato, il piccolo ma influente deep state di funzionari pubblici, più il carro di Tespi di «artisti» a gettone) sta contro il governo. All'esecutivo si potrà semmai rimproverare di non aver saputo disarticolare quei sodalizi. Ma è evidente che Meloni, pur maggioritaria tra gli elettori, sia clamorosamente minoritaria nell'establishment italiano. Al contrario, se diventassero maggioritari gli altri, loro sì avrebbero «tutto»: giornali con pochissime eccezioni, programmi tv, apparati di stato, toghe politicizzate. Meglio evitare di sperimentarlo. A maggior ragione considerando i livelli di intolleranza che questi signori hanno già ampiamente dimostrato.