Iran, contro il regime la resistenza delle cineprese: unire poesia e politica aggirando la censura

In principio fu Kiarostami, che scelse di raccontare storie “piccole” amplificando la realtà e rivelando l’oppressione quotidiana. Dopo di lui una generazione di registi e attori ha continuato a descrivere il Paese, rischiando frustate e carcere. Rivela Ashkan Khatibi, da tre anni in esilio: «Il “guardiano” viene sul set e controlla tutto. Gesti, parole, vestiti. Ti confonde, alla fine non sai più se sia una spia o un amico»