"Cos'è il Giorno del ricordo? Una giornata revisionista in cui viene diffusa l'invenzione dello 'sterminio anti-italiano' da parte dei partigiani jugoslavi". Un post delirante, che fa rima con inquietante, quello pubblicato sul profilo social dell'organizzazione giovanile comunista di Cambiare Rotta. In poche ed esaustive righe condivise su diapositive Instagram, il collettivo rosso ha bollato la data istituita dal governo Berlusconi II nel 2004 in ricordo delle Foibe come una "ricorrenza già cara da decenni ai fascisti", arrivando a considerare "la lettura ormai bipartisan che individua" nella vicenda "un disegno di pulizia etnica a danno degli italiani" come una "vera e propria invenzione storiografica, volta a screditare la Resistenza". Per loro, la data è una rappresentazione del "punto di vista dei colonialisti" e quindi "niente di diverso da quanto accade anche nell'attualità a sfregio dei palestinesi". Immancabile il riferimento a Gaza da parte di un movimento che continua a considerare i terroristi islamici di Hamas una forma di "resistenza". Ma tant'è, lo sfregio è totale e il post prosegue mentre l'allucinazione si fa più intensa. Il collettivo arriva addirittura a negare il numero effettivo degli infoibati, portandolo al ribasso. L'ultima stoccata è nei confronti dei compagni del centrosinistra, accusati di aver offerto il loro "beneplacito" per aver "avallato un'odiosa equiparazione tra partigiani e fascisti, tra oppressi oppressori". I compagni rossi non digerirebbero quindi le parole pronunciate nel 2025 dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata del Ricordo: "Dobbiamo avere la capacità di compiere gesti di dialogo e rispetto. Dobbiamo ascoltare le storie degli altri. Lavorare insieme per guarire le ferite del passato. Se ci si pone dalla parte delle vittime, la prospettiva cambia e i rancori lasciano il posto alla condivisione. È in questo spirito che nel 2020 io e il presidente Pahor ci siamo recati insieme prima alla foiba di Basovizza, simbolo del calvario di tanti italiani, e poi al monumento dei giovani sloveni fucilati dal fascismo". Nessuna forma di revisionismo, dunque, ma solo la volontà bipartisan di ricordare buie pagine di storia che hanno colpito l'Italia da fronti diversi. L'opposizione a questa scelta dimostra invece la memoria settoriale e ideologica dei collettivi rossi, a dir poco offensiva verso i tanti connazionali rimasti uccisi nelle Foibe e costretti a lasciare le proprie case.