Marina Berlusconi, via all'"assedio del Palazzaccio": toghe all'angolo, cosa sta succedendo

Dalle parole ai fatti: dopo le dichiarazioni, potentissime, di Marina Berlusconi , a Roma Forza Italia prepara una offensiva con pochi precedenti contro le toghe rosse. La figlia primogenita di Silvio, fondatore del partito azzurro, martedì è stata chiara. In una intervista al Corriere della Sera , ha legittimato la battaglia della premier Giorgia Meloni e del governo contro la "magistratura politicizzata" definendola senza giri di parole "la cosa giusta" da fare e mettendo all'indice il "vergognoso mercato delle nomine" interno al Csm . Quasi delle parole d'ordine, in vista del referendum sulla giustizia di marzo, senza tentennamenti né dubbi di sorta. E così, spiega un retroscena del Messaggero , il leader di FI Antonio Tajani ha subito telefonato alla presidente di Fininvest per assicurarle l'intenzione di aprire il partito "alla società civile", svecchiarlo, trovare nuovi nomi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46259619]] Nel breve periodo, però, c'è da imbastire la battaglia referendaria. "L'appuntamento - si legge sul quotidiano romano - è fissato per il prossimo 2 marzo a piazza Cavour , di fronte al Palazzaccio . Sette giorni consecutivi di ' maratona oratoria ' dei comitati per il Sì sugli scaloni della Corte di Cassazione , finita nel mirino del governo dopo i ritocchi richiesti al quesito referendario". In piazza tutti i protagonisti del fronte pro-riforma, dalla Fondazione Einaudi al Comitato "Si separa" guidato dall'ex presidente delle Camere penali Gian Domenico Caiazza , fino al Comitato cittadini per il sì di Francesca Scopelliti . [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46259341]] In prima fila, ovviamente, i papaveri forzisti a cominciare da Enrico Costa , il più attivo nel contrattaccare e svelare le "bufale" del fronte del No e le magagne delle toghe. Ufficialmente, non ci saranno stendardi o vessilli di partito ma l'iniziativa, sottolinea ancora il Messaggero , "richiama la maratona che nel 2019 radunò i big di Forza Italia proprio sugli scaloni del Palazzaccio per la riforma della prescrizione ". Nel nome di Silvio, insomma. E di Marina, secondo la quale "la riforma è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati, e per garantire la vera 'terzietà' dei giudici". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46271174]]