Milano-Cortina, Brignone oro nel SuperG: leggenda in purezza

Dal ritorno in pista, miracoloso, alla leggenda in purezza: Federica Brignone vince l'oro nel SuperG olimpico di Milano-Cortina , riscattando nel modo più incredibile una intera stagione passata ai box. Il 3 aprile 2025, durante lo slalom gigante dei Campionati italiani assoluti in Val di Fassa, la 35enne milanese aveva riportato la frattura scomposta del piatto tibiale . Tradotto: gamba rotta . Il rischio non era quello di saltare solo i Giochi in casa, ma di chiudere la carriera. Dopo mesi di sofferenze, lacrime, paura, un recupero lento studiato ad hoc per tentare di tornare in pista sulla pista delle Tofane , Federica è stata ripagata dalla gioia più grande. Il decimo posto nella discesa libera è stato l'antipasto, la forma è cresciuta giorno dopo giorno fino all'apoteosi di oggi, sotto gli occhi del presidente Sergio Mattarella . Per la Brignone è la quarta medaglia olimpica, la più insperata e preziosa, dopo l'argento nel gigante a Pechino 2022 e i bronzi in combinata 4 anni fa e in gigante a Pyeongchang nel 2018. Il capo dello Stato, tra il pubblico, era arrivato a Cortina d'Ampezzo aspettandosi l'impresa dell'alta azzurra, Sofia Goggia , uscita però a metà gara quando nei parziali era davanti alla (non amatissima) compagna di squadra, che era già scesa con il pettorale numero 6. Sofia, nona a gareggiare, salta la porta e abbandona, la Brignone si mette le mani sul casco, con la tigre serigrafata sopra, ma forse in cuor suo sa che la rivale più temibile per l'oro è appena finita fuori dal ring. Una dopo l'altra, le finiscono tutte dietro. L'argento va a sorpresa alla francese Romane Miradoli , a 41 centesimi dall'italiana. Bronzo alla austriaca Cornelia Hutter davanti alla connazionale Ariane Raedler .  Un applauso meritano le altre italiana Laura Pirovano , già ottima nella libera, arrivata quinta e che vede ancora il podio sfumare per pochissimo a causa di una prima parte non precisissima ed Elena Curtoni , settima. Goggia, già entrata nella storia, mastica amaro. Ma per l'Italsci è solo un giorno da ricordare.