Non "un semplice pacchetto di progetti", ma "un patto tra nazioni libere" per "cambiare l'approccio tra Italia e Africa, costruire un modello di cooperazione nuovo da pari a pari. Era chiaramente una scommessa e oggi possiamo dire che stiamo vincendo quella scommessa". Tutto questo è il Piano Mattei, secondo Giorgia Meloni, che dall'Etiopia rivendica i risultati del percorso di cooperazione partito nel 2024 con il primo vertice Italia-Africa tenuto a Roma. Ad Addis Abeba, si replica. E la premier ricorda che "due anni fa abbiamo assunto un impegno molto ambizioso, ossia scrivere una pagina nuova nella storia delle nostre relazioni, costruire un modello di cooperazione fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, una cooperazione da pari a pari lontana da qualsiasi tentazione predatoria ma anche dall'approccio paternalistico che per lungo tempo ha distorto rapporti tra Africa, Europa, l'Occidente". E, osserva, "abbiamo dato forma al Piano Mattei con l'Africa e l'abbiamo fatto crescere così tanto che oggi viene riconosciuto non più come una strategia italiana ma come una sinergia di respiro internazionale". Per la presidente del Consiglio il Piano è soprattutto "un metodo che costruisce soluzioni concrete, si realizza in tempi rapidi, genera benefici verificabili soprattutto negli ambiti strategici per la nostra crescita comune: penso all'energia, dove abbiamo scelto di concentrarci sulle interconnessioni tra le diverse sponde del Mediterraneo, di puntare sullo sviluppo delle rinnovabili e dei biocarburanti, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica che è determinante per una transizione ecologica sostenibile, ma anche compatibile con i nostri sistemi economici e produttivi". La premier insiste sull'aspetto della concretezza di "una realtà operativa a strutturata, che genera risultati tangibili per i nostri popoli" e con cui "in questi due anni abbiamo concluso progetti concreti, di grande impatto sociale, mobilitando miliardi di euro tra risorse pubbliche e private". Il "filo rosso" che li unisce "è l'attenzione all'istruzione e alla formazione, perché il nostro obiettivo non è creare nuove dipendenze, ma sostenere il protagonismo dei popoli africani e costruire vere opportunità di riscatto", aggiunge Meloni, annunciando di aver lanciato "insieme alla Nigeria, e in partenariato con la Global Partnership for Education, la campagna per raccogliere 5 miliardi di dollari e migliorare la qualità dell'istruzione per 750 milioni di bambini in oltre 91 nazioni. Tema su cui sarà felice di co-presiedere a giugno un vertice a Roma con il presidente Tinubu". Insomma, "il successo del vertice di oggi, che per adesioni e livello di partecipazione ha superato la prima edizione di due anni fa, dimostra che la fiducia che i leader africani ci avvevano dimostrato non è stata tradita", conclude la premier, prima dell'ultimo annuncio: "Ci siamo concentrati su una questione che è centrale per l'Africa, quella del debito. Come sapete abbiamo lanciato un'ampia iniziativa di conversione del debito per progetti congiunti di sviluppo. A questo aggiungiamo oggi clausole di sospensione debito per quelle nazioni che sono colpite da eventi climatici estremi".