Alessio, il santo dei barboni
Agi Agenzia Italia

Alessio, il santo dei barboni

AGI - È il santo dei barboni . Alessio per 17 anni ha dormito nel sottoscala . Voleva scomparire da questo mondo per trovare Dio nell’altro. E alla fine il mendicante - nato a Roma nel IV secolo d.C. - pare ci sia riuscito. È salito agli onori degli altari a furor di popolo, è stato proclamato dalla Chiesa protettore degli accattoni (festa il 17 luglio ) e nel 1217 papa Onorio III gli ha dedicato una basilica costruita nel quartiere Aventino a Roma , che porta il suo nome e quello del martire Bonifacio . Il santo sembra un vagabondo dei giorni nostri . Non di quelli che con una mano implorano e con l’altra magari versano soldi sul proprio conto corrente milionario (è successo). Ma di chi preferisce starsene ai margini , rannicchiato sul marciapiede sotto cumuli di coperte perché sgomitare in mezzo alla vita lo disumanizza più della povertà . Le leggende e le contraddizioni Va subito detto che sul personaggio di leggende ne fioccano diverse. Ne esistono almeno tre: siriaca, greca e latina . C’è un filo rosso però che le unisce tutte: la trama generale della storia. Punto primo, Alessio avrebbe vissuto sempre nella contraddizione apparente , nel paradosso . Proveniva da una famiglia ricca e famosa (il padre era un senatore dell’impero ), eppure ha scelto di essere anonimo e malmesso . Possedeva molto ma si è fatto bastare poco: l’abito vecchio, lo spicciolo nella tasca degli altri, un minimo di carità . Chiedeva l’ elemosina e poi dava tutto ai miserabili . La grande fuga e il prodigio Secondo, la grande fuga . La tradizione latina racconta che il giorno del suo matrimonio (o della sua prima notte di nozze) il giovane non ce l’ha fatta ad accontentare sposa e genitori. Scappa. Arriva fino a Edessa – Siria settentrionale , oggi Turchia - dove trascorre diciassette anni da accattone davanti a una chiesa. Fino al giorno del prodigio , quando la Madonna ritratta in un quadro avrebbe parlato al custode dell’edificio dicendogli di ospitare quell’ uomo di Dio . Il ritorno a Roma e il non riconoscimento Quindi in giro si comincia a parlare di Alessio il Pio . Però lui non vuole: ha scelto di essere niente e non qualcuno. Così scappa di nuovo. E qui comincia il terzo tempo del film sul santo . Per le strane rotte del destino – si dirà della Provvidenza – il mendicante si ritrova a Roma . E a quale porta va a bussare per chiedere ospitalità ? A quella di casa sua . I genitori però non lo riconoscono. Negli anni passati lo hanno fatto cercare ovunque dai loro servi: in città, in Italia, all’estero, fino a Edessa (casualità della leggenda). E ora che lo hanno davanti agli occhi non si accorgono di lui. Un altro paradosso . Il padre non lo caccia, gli offre il sottoscala dove il santo dormirà ogni notte per diciassette anni . La morte e il rotolo L’ultimo fotogramma parla di un Alessio stanco , consapevole di essere arrivato al termine della sua vita . E con le forze che gli sono rimaste decide di scriverla. Ci riesce. Poi si abbandonerà alla morte (intorno al 412 ). Il resto è abbellito dalla meraviglia. L’ agiografia dice che sono state le campane di Roma che improvvisamente si sono messe a suonare avvisando della sua dipartita . Nel sottoscala si fiondano tutti, persino il pontefice (qualche fonte parla anche dell’imperatore). Sarà lui a sfilare il rotolo dalla mano di Alessio e a leggere l’ odissea . Il monumento e il paradosso finale Oggi la storia del venerabile è simboleggiata nel monumento marmoreo del XVIII secolo conservato nella basilica che porta il suo nome (assieme a quello di Bonifacio ). Si tratta di un’ opera policroma firmata dall’artista berniniano Andrea Bergondi . La scultura immobilizza l’istante tra la vita e la morte : in alto i gradini (conservato anche un frammento dell’antica struttura lignea), sotto il santo disteso e ai lati, a mezz’aria, due angeli che lo assistono nel momento del trapasso . Nella Capitale la chiesa è un luogo ricercato per celebrare il proprio matrimonio , proprio il giuramento che Alessio non ha voluto pronunciare per scegliere di promettere fedeltà a un Altro. Ancora un paradosso .

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