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Quel vizio del giornalismo antropofago
Il Foglio

Quel vizio del giornalismo antropofago

Dallo psicoanalista. “Dottore, ho letto gli articoli del Fatto contro il bavaglio del Csm alle procure , insomma le regole per tutelare un poco la presunzione d’innocenza, e ora faccio gli incubi anche da sveglio”. “Mi dica, cos’è che la turba tanto?”. “Ecco, io leggo quella parola – bavaglio – e subito mi compare nella mente Travaglio con la museruola e la camicia di forza, come Hannibal Lecter, che mi fissa con occhi terribili. Sono molto malato?”. “Al contrario, l’associazione è del tutto naturale. Freud lo chiama disagio della civiltà: inconsciamente vorremmo tutti sbranare l’indagato , ma siamo costretti a reprimere questo impulso primitivo per sottometterci alla legge”. “Quindi il mio incubo non dice nulla di interessante?”. “Altroché se lo dice. Ma non su di lei, semmai su una nevrosi collettiva. Vede, a mia memoria si cominciò a strepitare sul bavaglio nel 1993, con la legge Gargani. Da allora, ogni tentativo di civilizzare l’informazione giudiziaria incontra le stesse reazioni sovreccitate, le stesse formule allarmistiche, gli stessi lamenti melodrammatici. C’è qualcosa di compulsivo”. “E di che si tratta?”. “ Le faccio l’esempio del fumatore accanito . Qualunque invito a moderare il suo vizio, anche il più cortese e ragionevole, lo accoglierà in modo scomposto, impaziente, riottoso”. “Ne so qualcosa. Mi pare di aver letto che voi psicologi la chiamate reattanza”. “Sì, ma non si fissi sulle formule. Una volta il tabagista ti dirà di non seccarlo perché lui fuma quando è sotto stress. La volta dopo, senza avvertire contraddizione, ti dirà di non seccarlo perché lui fuma quando è rilassato. La verità è un’altra: la sua dipendenza è così cronica che il solo pensiero di una sigaretta in meno lo vive come una minaccia esistenziale ”. “Che cosa dobbiamo concluderne?”. “È semplice. I motivi che questi adducono per protestare sono mere razionalizzazioni. Hanno contratto il vizio del giornalismo antropofago, e un cannibale vede ogni restrizione alla sua dieta come una museruola insopportabile. Cinque cents, prego”.

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