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I miliardi dei "bangla" spediti all'estero

Aprono minimarket, negozi di lavanderie, agenzie di servizi. Fanno spesso i calzolai, i sarti, vendono abbigliamento e calzature, ma prestano anche servizi nelle case dei romani o fanno da badanti agli anziani. Gran parte però dei soldi guadagnati nella Capitale dagli stranieri che vengono a Roma proprio con il sogno di trovare lavoro e fare affari, partono per i loro paesi di origine e nella città dove invece vivono e lavorano rimane poco e niente. Roma è proprio la Capitale di questi trasferimenti all'estero, cosiddette rimesse, stando agli ultimi dati della Banca d'Italia elaborati dalla Fondazione Leone Moressa. Nel 2025, infatti, il volume delle rimesse inviate in patria dagli imprenditori immigrati in Italia è stato pari a 8,6 miliardi. Di questi, quasi un miliardo e 200 milioni di euro arrivano proprio dalla nostra città, che da sola rappresenta il 10% delle rimesse totali inviate all'estero dai cittadini stranieri residenti tramite Money Trasfer, Western Unione o semplici bonifici. Non è difficile immaginarlo se si guarda al numero di stranieri iscritti agli uffici anagrafici della Capitale: erano 399.452 al 31 dicembre dello scorso anno. Quanto alle etnie presenti, oltre 51 mila sono africani e poi altri 11 mila e rotti provenienti dall'America centrale e dall'America del nord. Gli asiatici, invece, sono quasi 142 mila. Ma la comunità più attiva, che fa affari qui a Roma, resta quella del Bangladesh , con 6.603 residenti iscritti. Seguono i cittadini del Perù, della Romania, Egitto, India, Ucraina, Cina e Filippine. Entrando più nel dettaglio, dei numeri sono proprio i cittadini del Bangladesh, che nella Capitale significa soprattutto minimarket, frutterie, e agenzie dei servizi, che hanno spedito in patria rimesse per 365 milioni di euro, risultando quindi la comunità che meno soldi fa restare in cassa dell'esercizio con sede nella Capitale. Rispetto al 2024, inoltre, questi trasferimenti sono aumentati di quasi il 18% a dimostrazione che i bangladesi si trovano particolarmente bene e fanno affari d'oro nella nostra città. Non sono meno attivi dalle Filippine, che hanno mandato a casa loro ben 166 milioni e poi gli indiani, con 102 milioni e un aumento rispetto all'anno precedente del 29,7%, e ancora Romania e Perù, con 62 milioni di rimesse, registrando rispettivamente un calo dell'11,6% e un aumento del 15,6%. Se Roma è la città dove si "esporta" maggiormente denaro guadagnato qui, il Lazio si piazza seconda tra le regioni dopo la Lombardia, con 1,4 miliardi di rimesse, un valore anche questo in crescita rispetto all'anno precedente. Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, mandare soldi nei Paesi di origine rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere le famiglie che restano lì e contribuiscono a soddisfare quei bisogni di base come la scuola dei figli o le spese sanitarie. A volte si sottrae oltre l'80% dei propri guadagni per farlo volare all'estero; rimane quindi ben poco da spendere nella città che li "ospita".

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